Nel 1982 aprì la discoteca “Pop Corn” a Siliqua: ecco la sua storia

Per sei anni è stata un punto di riferimento dei giovani del paese e non solo

 

Dopo il tramonto dei club, molto in voga negli anni ’70, agli inizi del 1982 nasceva a Siliqua la prima e unica discoteca del paese, si chiamava “Pop Corn” ed era ubicata in viale Marconi 24, nei pressi della stazione ferroviaria. Un locale con un’ampia sala di proprietà dell’avvocato Dessì che fu affittato ai propotori dell’iniziativa. I fondatori della discoteca erano Antonello Pau, Giampiero Mancosu, Gianfranco Ghiani, Franco Massa e Franco Deidda. Dopo circa un anno alcuni soci erano andati via e la gestione rimase soltanto a Giampiero Mancosu e Antonello Pau. Successivamente negli anni ’85 e’86 la gestione fu affidata al figlio del proprietario del locale, Nico Dessì. Poi, negli anni ’86 e’87 fu gestita dal dj Emanuele Melis di Iglesias, uno che tra l’altro aveva lavorato anche nella discoteca Biggest di Samassi. Lorella Scanu, nel 1986 fu eletta “Miss Pop Corn” e precedentemente anche Chiara Matta aveva indossato la stessa fascia. Infine, tra l’87 e l’88, furono Vanni Calledda e Ignazio Ibba a mandarla avanti. Infine, nell’88 la discoteca “Pop Corn” chiuse, perché ormai era terminato il boom delle piccole discoteche. All’epoca, ogni paese dell’hinterland ne aveva una e la concorrenza era diventata dura, per cui, non c’era più il tornaconto. Nei dintorni erano rimaste soltanto le più autorevoli, fra cui il Kilton, l’Eurogarden e il Grillo di Assemini, e il Biggest di Samassi. Dopo la chiusura della discoteca di Siliqua, il locale di viale Marconi  fu quindi restituito al proprietario e al suo posto fu realizzata una palestra gestita da Marisa Pau e Maurizio Boi di Iglesias.

L’apparecchiatura musicale della discoteca “Pop Corn” era costituita da due amplificatori: uno da 300 + 300 watt per i bassi e l’altro da 220 watt. Un ottimo impianto, dal suono pulito, adatto per la discoteca. Il tecnico che curava la parte consulenza e assistenza dell’impianto musicale era Emilio Pontis. Il dj era Alberto Gessa di Cagliari, con il quale collaborava Giorgio Mancosu di Siliqua che, oltretutto, aveva acquisito i “trucchi del mestiere” diventando poi un bravo tecnico del suono. Un altro dj era Simone Corda di Iglesias, assai apprezzato anche per le sue eccellenti capacità di intrattenitore. Il  locale aveva una superficie di circa 220 mq. ed era stato collaudato da una commissione provinciale. Aveva un ingresso, la biglietteria, il guardaroba, poi attraverso una tenda si accedeva alla sala che aveva anche dei posti a sedere per un totale di circa 170 mq. All’epoca il prezzo del biglietto era di 3.000 lire, nei primi due anni si andava col pienone (circa settanta persone), poi col tempo la presenza dei frequentatori era andata via via scemando. In quel periodo si suonava musica funky pop,  dance pop  e iniziava a girare (sui piatti Lenco a trazione diretta) funky house pop. Depeche Mode, Michael Jackson,  Madonna, Talk Talk, Eurythmics erano fra i gruppi e gli artisti più gettonati. In alcuni giorni della settimana si ballava il liscio, c’era infatti la scuola di ballo con i maestri Rosy Farci e Beppe Carta di Serrenti.