Monte Urpinu, deposito dell’Aeronautica in vendita: “Ennesimo cemento”

Cittadini, comitati e associazioni contro la decisione della Regione di vendere la struttura di via Cagna. Interrogazione in Consiglio comunale: “Non è giusto vendere palazzi pubblici per fare cassa”

Una cittadella della solidarietà nell’ex deposito dell’aeronautica di Monte Urpinu. A chiederlo, dopo la decisione della Regione di mettere in vendita l’immobile attualmente occupato da una famiglia con bambini, sono i comitati dei residenti e alcune associazioni culturali e ambientaliste cittadine che per venerdì prossimo, 25 settembre, alle 19, organizzano un dibattito pubblico nella scuola di via Venezia per discutere sul futuro dell’ex deposito. “Un’interessante struttura cittadina – spiegano – posta in posizione strategica tra Monte Urpinu e il parco di Molentargius sta per essere venduta dalla Regione col rischio di trasformarsi in un ennesima operazione di cementificazione ad uso privato. E’ l’ex servitù militare di via Fracastoro, una palazzina di 250 mq con annesso terreno di 3500 mq tra orto e giardino, oggetto negli ultimi anni di molte proposte di riutilizzo a fini sociali da parte gruppi di cittadini associati, che chiedono quantomeno di essere coinvolti nelle scelte delle amministrazioni che condizionano gli spazi della loro vita quotidiana”.

Cemento privato o bene sociale? È l’appello dei comitati e delle associazioni ai cagliaritani. “Vogliamo predisporre un programma partecipato – annunciano –  per una migliore valorizzazione, riqualificazione e fruizione di questo bene pubblico che dopo anni di abbandono potrebbe avere finalmente una nuova vita e essere utilizzato per le esigenze dei cittadini di oggi e di domani”. Il valore dell’immobile messo all’asta dalla Regione sfiora i 6 milioni di euro, le offerte dovranno essere presentate entro il prossimo 2 ottobre. Il caso finisce anche in Consiglio comunale con un’interrogazione del consigliere Enrico Lobina, Sardegna Sovrana, al sindaco Zedda. “Il Comune di Cagliari – sottolinea Lobina – pur non essendo proprietario dell’immobile, può avere un ruolo nell’asta pubblica di vendita dell’immobile, agendo da soggetto interessato. L’azione politica sul patrimonio di un’amministrazione deve essere volta a trovare soluzioni e risorse necessarie a valorizzarlo, e non a svalorizzarlo per fare cassa”.