Monte Nieddu, diga di polemiche: Bruxelles bacchetta la Sardegna

Risposta della Commissione Europea al Gruppo di Intervento Giuridico: si riapre il dibattito sulla grande incompiuta di Sarroch 

Il cantiere della diga di monte Nieddu-Is Canargius, torna alla ribalta delle cronache. Uno degli esempi più eclatanti di opere pubbliche incompiute all’italiana: progettata negli anni ‘60, i lavori iniziarono solo nel 1998. Sedici anni dopo non sono ancora terminati. Tanto che nel frattempo, l’area interessata è stata tutelata con vincolo paesaggistico e destinata a parco naturale regionale “Sulcis” e inclusa nel sito di importanza comunitaria “Foresta di Monte Arcosu”.  Nonostante ciò ci si appresta a far partire  quei cantieri fermi da decenni. Per l’associazione ambientalista, Gruppo di intervento giuridico e l’ordine dei geologi della Sardegna, questa diga è inutile poiché circa l’85% dell’acqua attualmente immessa nelle reti idriche in Sardegna va persa, buona parte delle reti di distribuzione è in condizioni precarie, soprattutto nelle aree urbane e nella rete irrigua. Eppure non si pensa al restyling delle reti di distribuzione e al risparmio idrico. Si pensa a realizzare nuove dighe.

“La diga di Monte Nieddu – Is Canargius, nel Sulcis, rappresenta uno degli scempi ambientali e finanziari più scandalosi d’Italia degli ultimi anni,  con centinaia di milioni di euro letteralmente sprecati fra lavori non conclusi (sono stati realizzati al 19,46%), contenziosi con le imprese esecutrici (oltre 60 milioni di risarcimento danni richiesto), mancanza di reti di distribuzione – scrive l’associazione ambientalista- Nonostante la presenza di verifiche europee in corso  (e il conseguente blocco di ogni eventuale euro di fondi comunitari), il Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale ha bandito e aggiudicato una nuova gara d’appalto (56,6 milioni di euro a base d’asta) per la realizzazione delle opere, priva di preventivi e vincolanti procedimenti di valutazione d’impatto ambientale cumulativa con le reti di distribuzione idrica (nemmeno progettate e finanziate) e di valutazione ambientale strategica”.

Gara che è stata  aggiudicata, secondo l’avviso pubblicato sul sito web istituzionale del Consorzio di bonifica del sud Sardegna in data 12 dicembre 2013, alla Impresa s.p.a. (Roma.)

Il gruppo di intervento giuridco ha quindi presentato alla commissione europea in data 10 maggio 2014 una nuova richiesta di informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti contro l’incredibile ripresa del progetto e del cantiere della diga di Monte Nieddu – Is Canargius.

La risposta della commissione europea è prontamente arrivata e chiede chiarimenti alle autorità italiane in merito all’applicazione della Direttiva relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati).

 


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