Monastir in lutto per la tragica morte di Carlo Spiga, 61 anni, l’operaio deceduto questa mattina a Porto Canale: era al lavoro quando un carico di tubi si è sganciato e ha colpito l’uomo.
In paese lo chiamavano Carletto, “una brava persona” commentano i suoi concittadini affranti dal dolore.
Una notizia che ha sconvolto l’intera comunità e che ora si stringe alla famiglia in questo tragico momento.
Nessuno ha voglia di commentare l’accaduto, troppo grande lo shock per la morte sul lavoro dell’uomo che operava come autista.
Al dolore del paese si stringono anche la CISL Sardegna, la CISL di Cagliari e la FIT CISL: “Una tragedia che colpisce ancora una volta il mondo del lavoro e richiama con forza la necessità di trasformare la sicurezza in una priorità assoluta, attraverso interventi concreti e una strategia strutturale di prevenzione.
Di fronte a una morte sul lavoro il cordoglio è doveroso, ma non basta. E non basta neppure indignarsi ogni volta per poi aspettare la tragedia successiva. Ogni lavoratrice e ogni lavoratore deve poter uscire di casa per andare al lavoro con la certezza di poterci tornare. Questo deve essere un principio non negoziabile. La Sardegna deve assumere la salute e la sicurezza sul lavoro come una vera priorità politica e sociale”.
Terribile la dinamica dell’incidente che emerge dalla prime ricostruzioni. Spiga è rimasto incastrato fra tra tubazioni presumibilmente destinate alla realizzazione di oleodotti, durante le operazioni di movimentazione delle stesse. Per consentire il recupero, è stata inviata sul posto anche un’autogrù dei Vigili del Fuoco, necessaria per il sollevamento delle tubazioni e per garantire lo svolgimento delle operazioni in condizioni di sicurezza.
Sul luogo dell’intervento erano presenti personale dello SPreSAL, militari dell’Arma dei Carabinieri in servizio presso la Stazione Cagliari Stampace e il Pubblico Ministero competente, che ha disposto la rimozione della salma con il supporto dell’autogrù dei Vigili del Fuoco.













