Le tracce della prova scritta di italiano hanno deluso le aspettative di chi confidava in un riconoscimento alla nuorese che si distinse per i suoi scritti imponenti composti all’inizio del secolo scorso.
Non solo il celebre romanzo “Canne al vento” che racconta in una Sardegna arcaica i temi universali, ma “Elias Portolu” e “La Madre” hanno reso famosa la scrittrice sarda in tutto il mondo. Tra le testimonianze di rammarico espresse in questi giorni, anche quella di Sabrina Stara, Assemini, consigliere comunale e donna attiva nel sociale e nel tramandare storia, cultura e tradizioni locali alle nuove generazioni: “Tra le tracce della Maturità 2026 si è persa una grande opportunità.
Nulla da togliere a Cesare Pavese, uno dei grandi della nostra letteratura. Ma proprio nell’anno del centenario del Premio Nobel conferito a Grazia Deledda, sarebbe stato bello e significativo proporre un suo testo.
Deledda non è stata solo la prima e unica donna italiana a vincere il Nobel per la Letteratura: è una delle voci più autorevoli del nostro patrimonio culturale, capace di raccontare la Sardegna e, attraverso essa, temi universali che parlano ancora oggi.
La Maturità è anche un’occasione per valorizzare la memoria culturale del Paese”.













