La banda degli spietati: ecco come picchiavano le loro vittime – VIDEO

Giravano armati, con la passione per le pistole e le casseforti: facevano razzia di gioielli, armi, gestivano i colpi picchiando le vittime in ville e abitazioni. Una banda senza scrupoli, gli arrestati operavano tra Quartu e l’hinterland, ecco i singoli episodi su cui la Polizia di Stato indagava da mesi. Guardate il VIDEO

Abili nel progettare, effettuare sopralluoghi ispettivi mirati poi per mettere a segno il colpo, poco importava se c’era da picchiare senza scrupoli le inconsapevoli vittime. Nelle intercettazioni telefoniche sui soggetti indagati, si parla tranquillamente di casseforti da aprire, armi da nascondere con cura.

Una banda malavitosa, con i singoli componenti che giravano in città e nell’hinterland armati, con la passione per le pistole e revolver, mentre n queste ore sono al setaccio da parte dei poliziotti alcuni ovili nelle campagne quartesi dove venivano nascoste le armi. Assurda anche la matrice criminale di un episodio: per 150 euro di debito di una mandante, la banda avrebbe dato fuoco ad un furgone e sparato alcuni colpi di pistola a scopo intimidatorio su una finestra di una casa, nel rione di San Michele.

LA BANDA DEL TERRORE. Un modus operandi che lasciava spazio a pochi dubbi sulla pericolosità dei soggetti finiti questa mattina, all’alba, in manette, ad opera degli uomini della Squadra Mobile di Cagliari, che ha dato esecuzione a 9 fermi indiziati di delitto, 8 emessi dal sostituto Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia, dottor Danilo Tronci, uno nei confronti di altrettanti soggetti, tutti gravemente indiziati di aver preso parte a vario titolo ad una rapina in abitazione, all’incendio di un veicolo, a episodi di danneggiamento a mezzo di colpi di arma da fuoco e ad un episodio di furto in abitazione In occasione di quest’ultimo fatto sono state asportate anche delle armi. Una decima persona, già detenuta per altra causa, è stata denunciata per i medesimi titoli di reato. 

GLI EPISODI. Un’accurata attività di indagine avviata nel gennaio scorso, con i movimenti della banda che operava nel territorio di Flumini di Quartu e in provincia. In particolare, agghiacciante la rapina in un’abitazione commessa lo scorso 7 marzo: in quell’occasione Davide Desogus, (pastore quartese di 38 anni), con la collaborazione del figlio Sergio Paolo disoccupato ventenne, di un minorenne e Manuel Corona, (ventisettenne originario di Assemini), sotto la minaccia di un’arma hanno immobilizzato la padrona di casa e dopo averla violentemente picchiata, hanno asportato alcuni oggetti preziosi. In questo caso, sugli occhi della vittima è stato spruzzato il temuto spray urticante.

Poi il successivo 15 e 16 marzo, a Cagliari, si sono verificati due episodi tra loro collegati: l’incendio di un furgone ed un atto intimidatorio che ha interessato una abitazione, entrambi nella disponibilità di un noto pregiudicato locale. In particolare, nella seconda circostanza durante la notte sono stati esplosi diversi colpi di arma da fuoco in direzione delle finestre. Dalle risultanze investigative, è emerso che il responsabile dell’incendio del furgone è Corona Manuel, mentre il giorno successivo a rendersi protagonisti dell’attentato sono stati lo stesso Corona, in compagnia Sergio Paolo Desogus, il minore e Gianluca Corti, quarantenne disoccupato quartese. Un vero e proprio regolamento di conti, che la banda ha eseguito nell’interesse di una terza persona, mandante di entrambi gli episodi criminali. E non ultimo, l’episodio del 24 marzo, dove la banda si è resa protagonista di un altro furto in abitazione, sempre a Flumini, oltre ad alcuni gioielli, il gruppo criminale, (nella circostanza composto da Davide Desogus, il fratello Cristian, Corona Manuel, Becini Marco ed il minore) è riuscita ad impossessarsi di due fucili una pistola beretta calibro 7,65 e due carabine calibro 22. 

GLI ARRESTATI. La Polizia di Stato di via Tuveri, in stretta sinergia con il commissariato di Quartu, la squadra Mobile di Cagliari e il reparto di Prevenzione del Crimine in forza caso Abbasanta, ha chiuso il cerchio con l’operazione “Stirpe”, arrestando dieci persone “imparentate” tra loro: si tratta di Marco Becini, 29enne, Davide Desogus, di 38 anni, Manuel Corona, 27enne, Cristian Desogus, di 36 anni, Paolo Sergio Desogus, di 20 anni, in manette per i reati di rapina, furto in abitazione con l’aggravante di aver agito con violenza sulle cose e sulle persone, detenzione illegale di armi da sparo, Gianluca Orrù, classe 1973, Silvia Mura, del ’78, Andrea Noemi Nairi, del ’94 e Gianluca Corti, 40enne, oltre a D.A. minorenne, anche loro coinvolti in concorso e ricettazione.

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