ll Museo Civico “Giovanni Marongiu” ha ufficialmente aperto le porte della nuova Sala del Paesaggio. Per la prima volta dal loro fortuito ritrovamento nel 1974, i Giganti di Mont’e Prama sono finalmente tutti insieme, riuniti in un’unica, suggestiva esposizione temporanea nel luogo in cui tutto ebbe inizio.
La riunificazione è il risultato di un lavoro corale che ha visto protagonisti la Fondazione Mont’e Prama, il Ministero della Cultura, la Regione Sardegna, il Comune di Cabras, la Soprintendenza e i Musei Nazionali di Cagliari.

Il percorso espositivo, inaugurato con un’anteprima carica di emozione dedicata ai residenti e aperto al grande pubblico dal 5 aprile, offre uno spettacolo senza precedenti. Sono quaranta i reperti che compongono il complesso monumentale di Mont’e Prama: 25 statue antropomorfe, ossia i celebri pugilatori, arcieri e guerrieri. Sono colossi di pietra alti oltre due metri che rappresentano la più imponente testimonianza della statuaria antica nel Mediterraneo occidentale. Si possono, poi, ammirare 15 modelli di nuraghe e un betilo.
In attesa del completamento della Sala dei Giganti, che sarà la loro casa definitiva, le sculture hanno trovato dimora nella Sala del Paesaggio, un’ala del museo raddoppiata in tempi record grazie a un importante intervento infrastrutturale. La scelta non è casuale: le ampie vetrate si affacciano direttamente sulla laguna, rivolgendo lo sguardo verso la collina di Mont’e Prama.
Questi colossi di pietra, con i loro grandi occhi a cerchi concentrici, non sono più frammenti divisi tra laboratori di restauro e diverse sedi museali. Sono tornati a essere un corpo unico, un simbolo identitario che ha riscritto la protostoria del Mediterraneo occidentale e che oggi attira visitatori da tutto il mondo, alla scoperta delle radici profonde del Sinis.













