Il maltempo in Sardegna mette ko linee elettriche, telefonia, strade, acqua potabile, lo sfogo degli amministratori: “Sono necessari interventi strutturali per garantire i servizi sempre, anche durante le emergenze”.
Le strade si sono sgretolate, enormi voragini hanno preso il posto dell’asfalto anche nei punti in cui era lineare: è capitato nei centri abitati come nelle provinciali, dopo le piogge abbondanti anche frane e cedimenti si sono registrati in più punti del territorio del sud Sardegna. Non solo: pali della luce volati via, alberi sradicati ovunque, linee telefoniche ko e acqua potabile assente a Burcei come a Escalaplano, per citare due esempi. Certo, l’arida terra, che da tempo chiedeva acqua e che da settimane riceve il bene dal cielo incessantemente, non era preparata e le forti raffiche di vento hanno contribuito molto negativamente al quadro generale della situazione, già fragile, però, in partenza. È così molti comuni stanno facendo ancora i conti con i danni causati dalle avversità climatiche, invocando prevenzioni da parte degli enti sovraordinati perché ciò non capiti più.
“Mezza Sardegna si trova senza energia elettrica, senza acqua e nemmeno linea telefonica funzionante.
Viste le allerte, le previsioni e i precedenti, probabilmente si sarebbe potuta prendere qualche precauzione per scongiurare minimamente alcuni disservizi, senza correre ai ripari in corso d’opera, gravando sulle spalle di cittadini e comuni” spiega Simone Monni, sindaco di Burcei.
“Siamo nel 2026, i mezzi ci sono e i tempi sono maturi.
Le famiglie e le attività sono stremate e sinceramente anche chi, come gli amministratori locali, deve fare da sportello per dare qualche informazione ai cittadini, anche quando, chi di dovere e competenza, dovrebbe darci notizie, ma tace, e non risponde né a parole e nemmeno con i fatti”.
“Speriamo, che questa batosta presa dalla natura, sia in grado di far smuovere qualcosa a livello nazionale e regionale per non doversi ridurre sempre all’ultimo, al buio e senza la minima risorsa utile per garantire i servizi essenziali”.
Pochi giorni fa il sindaco di Escalaplano Marco Lampis aveva comunicato, pubblicamente i disagi del suo paese: “Senza segnale di telefonia mobile i rubinetti restano a secco.
Servono interventi strutturali e non solo di carattere emergenziale. La mancanza d’acqua nelle nostre case, anche oggi, è dovuta al pessimo funzionamento della rete di telefonia mobile. Senza connessione telefonica non funziona il telecontrollo che segnala alle pompe il livello dell’acqua nel deposito, che si vuota perché non si attivano le pompe.
Abbanoa è già intervenuta per azionare le pompe manualmente”.
Intanto si cerca di aggiustare i danni tra mille difficoltà e disagi, tanti i cittadini che lamentano ancora oggi disservizi e carenze e le istituzioni locali sono al lavoro continuo per tamponare le situazioni più estreme, con la paura che la prossima e imminente perturbazione possa ulteriormente peggiorare il quadro attuale.










