Gli Huun-Huur-Tu e i Tenores di Bitti in concerto nel tempio ipogeico di Sa Scaba ‘e Cresia

Canto alla Luna nella quarta serata del festival Dromos: domani nei pressi del tempio ipogeico di Sa Scaba ‘e Cresia nel territorio di Morgongiori le musiche e i canti dal cuore dell’Asia degli Huun-Huur-Tu incontrano i Tenores di Bitti Remunnu ‘e Locu

Fa tappa nel territorio di Morgongiori il cammino della ventunesima edizione di Dromos, il festival organizzato dall’omonima associazione culturale, che fino a Ferragosto viaggia tra Oristano e altri centri e località della sua provincia. Domani (domenica 4) alle 21.30 nei pressi del tempio ipogeico Sa Scaba ‘e Cresia, le antiche tradizioni vocali degli Huun-Huur-Tu, con le loro musiche e i canti di Tuva, la repubblica nel cuore dell’Asia, si incontrano e confrontano con quelle dei Tenores di Bitti Remunnu e Locu: un concerto intitolato “Canto alla Luna”, in linea con il leitmotiv di questa edizione del festival all’insegna della “Casta Diva”, nel cinquantenario del primo allunaggio dell’uomo.


 
Nato nel 1974, il coro sardo è da quarant’anni ambasciatore del canto tradizionale isolano, riconosciuto dall’UNESCO tra i Patrimoni orali e immateriali dell’umanità, ed è attualmente composto da Daniele Cossellu (Oche e Mesu oche), Mario Pira (Bassu), Pier Luigi Giorno (Contra), Dino Ruiu (Oche e Mesu Oche). Kaigal-Ool Khovalyg, Radik Tyulyush, Alexey Saryglar e Sayan Bapa sono invece i quattro membri degli Huun-Huur-Tu, formazione fondata nel 1992 e quasi unica a introdurre al mondo esterno la ricchezza delle tradizioni di Tuva. La loro musica viene definita come profondamente misteriosa e diretta conseguenza del loro canto armonico, figlio di una tradizione secolare: una tecnica nella quale il cantante, sfruttando le risonanze che si creano nel tratto tra le corde vocali e la bocca, emette contemporaneamente la nota e l’armonico relativo. Questa tecnica permette lo sviluppo di un universo del suono unico e coinvolgente, ricco di armonici sopra e sotto la frequenza fondamentale, arricchito dall’utilizzo di strumenti tradizionali come l’igil, il byzaanchi, il khommuz, il doshpuluur e il tuyug.
 
Anticiperà l’evento (alle 20) la proiezione di una puntata di “Freedom-Oltre il Confine”, programma di divulgazione scientifica archeologica (in onda su Rete4), in cui il conduttore Roberto Giacobbo racconta la storia e i segreti del pozzo sacro di Morgongiori, Sa Scala ‘e Cresia.
 
Il concerto è a ingresso libero e gratuito. Per raggiungere il sito sarà disponibile, a partire dalle 19 un servizio navetta, con partenza dalla piazza Giovanni XXIII di Morgongiori, con una fermata prevista al parcheggio del Campo sportivo del paese. Sarà, inoltre, attivo il Bio Dromos Bar (nato grazie alla collaborazione con la SGfood di Stefano Marongiu), con una proposta di prodotti bio e di qualità, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale, e l’utilizzo di materiali biodegradabili e compostabili. 


 
Lunedì 5 agosto la “Casta Diva” continuerà a risplendere sul cielo di Dromos a una cinquantina di chilometri più a nord: sul palco allestito nel Giardino del Museo Archeologico di San Vero Milis salirà alle 21.30 il trio del pianista algherese Raimondo Dore con Salvatore Maltana al contrabbasso e Massimo Russino alla batteria per dare forma a un progetto ad hoc, dal titolo “Casta Diva”, in cui la musica interagisce e dialoga con le immagini del pionieristico film del regista francese Georges Méliès “Viaggio nella luna” (1902).


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