Sarà il 27 febbraio la data decisiva per il futuro della legislatura regionale e per la posizione della presidente della regione Sardegna, Alessandra Todde. La prima sezione della corte d’appello di Cagliari, presieduta da Emanuela Cugusi, ha fissato per quella data l’udienza conclusiva del procedimento, dichiarando il giudizio “maturo per la decisione di merito”. Al centro dell’appello c’è il ricorso presentato dalla governatrice contro l’ordinanza-ingiunzione di decadenza emessa dal collegio regionale di garanzia elettorale, che aveva contestato irregolarità nella rendicontazione delle spese per la campagna elettorale del 2024. Subito dopo il collegio si riunirà in camera di consiglio per deliberare e depositare la sentenza nei giorni immediatamente successivi.Riuniti in un unico procedimento anche i ricorsi dei consiglieri regionali costituitisi contro il provvedimento.
Nel corso dell’udienza, la seconda del procedimento, è intervenuta anche la procura generale, alla quale era stata trasmessa l’ordinanza del collegio di garanzia e che aveva aperto un’inchiesta. I magistrati hanno chiesto l’eliminazione dal procedimento del punto relativo alla decadenza, confermando invece la sanzione pecuniaria, la cui entità dovrà essere determinata.
Resta aperta anche la questione sull’ammissibilità dell’avvocato Riccardo Fercia quale difensore del collegio regionale di garanzia. Revocato dall’incarico, il docente universitario ha continuato a svolgere la propria attività difensiva, depositando memorie e sostenendo di essere legittimato a rappresentare il collegio in virtù del principio di “perpetuatio” dell’incarico, anche alla luce di una pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione. I legali della presidente – Giuseppe Macciotta, Benedetto e Stefano Ballero e Priamo Siotto – hanno invece ribadito la richiesta di esclusione per carenza dello ius postulandi.
La Corte, composta dalla presidente Cugusi con i giudici a latere Luchi e Bagella, ha rinviato ogni decisione al 27 febbraio.













