Cure dentali, riparte l’assalto dall’Albania per trovare clienti in Sardegna: “Viaggio e alloggio compreso ma prima la panoramica”

Ritornano alla carica i call center “incollati” a studi dentistici, più o meno noti, con sede nel cuore dei Balcani. La tattica si è affinata: “Il preventivo lo diciamo dopo che ci avete spedito su Whatsapp la radiografia della bocca”. L’allarme delle associazioni dei consumatori: “Le diagnosi non si fanno a distanza, se l’intervento va male scordatevi risarcimenti: meglio pagare un po’ di più ma puntare sui dentisti sardi”


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La telefonata arriva da un numero di cellulare con prefisso italiano, la voce è di chi finge di essere italiana ma nasconde le vere origini: “Sono Elisa, sto chiamando per il turismo dentale in Albania, se avete problemi con i denti”. L’accento è dell’est Europa, male andando delle repubbliche ex sovietiche, ma la tiritera è detta in italiano impeccabile: “È un servizio tutto compreso. Volo andata e ritorno a Tirana, albergo e accompagnatore dall’hotel alla clinica”. Più la cura di una o più carie, una devitalizzazione o qualche altro danno ai denti: “È il chirurgo che fa il preventivo”. Su cosa? “Dovete mandare la panoramica dentale su Whatsapp”. Evviva la tecnologia, verrebbe da pensare. Peccato che, poi, il numero dal quale parte il messaggino con la richiesta sia un altro, prefisso +355, quello dell’Albania. In pratica, ci si deve fidare di una donna, che non spiega come faccia ad avere l’utenza privata di un sardo, ( “ah, capisco…”, questa la risposta a metà tra l’irrazionalità e un Renato Pozzetto in gran spolvero) e che sostiene cure a prezzi convenienti ma solo dopo che ha la radiografia della bocca del possibile cliente di turno. Ovviamente, il passo successivo da fare è semplice: non rispondere al messaggio via Whatsapp, perchè sennò si rischia di entrare in un vortice di messaggi che hanno un’unica finalità: convincere la persona a prenotare quanto prima l’intervento.
Tutto regolare? Forse, o forse no. Di sicuro è anomalo che uno studio dentistico privato si procacci pazienti tramite un call center straniero. “Più che regolare, mi sembra quantomeno preoccupante un approccio del genere a un problema sanitario, si capisce già che c’è qualcosa che non va”, avvisa Simone Girau dell’Adinonscum Cagliari: “Prima bisogna utilizzare strumenti, anche a distanza, per un’analisi completa prima dell’intervento, sennò è una pesca a strascico. Si attira la gente con lo specchietto dei prezzi bassi, una panoramica via Whatsapp? Non verrà valutata adeguatamente, le cartelle cliniche e le immagini diagnostiche non si mandano col cellulare”. E Girau ricorda uno dei tanti dolorosi casi che ha vissuto un suo assistito: “Un anziano sardo si era fatto attirare dal prezzo più basso rispetto ai dentisti italiani. L’intervento non è andato a buon fine e ha vissuto un’agonia all’estero. Quando tonato in Sardegna l’hanno curato i nostri dentisti, non ha mai ricevuto nessun risarcimento perchè la società straniera era sparita nel nulla”. Per Giuliano Frau dell’Adoc, “dietro la promessa di grandi offerte e prezzi eccezionali si nasconde una mancanza di professionalità. Non siamo nel Far West col cavadenti che andava con la diligenza a cavare denti dovunque. Si parla di salute, tutti devono stare in guardia. Segnalateci questi casi, così possiamo ancora di più segnalarli. Contattate i professionisti, i denti sono una parte importantissima per il nostro organismo, non me ne vado in Albania a farmi curare, se non ci sono certezze non accettiamo. Abbiamo dei validi dentisti sardi, perchè rivolgerci a quelli stranieri?”.


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