Sono sempre più diffusi gli episodi di violenza telematica e di aggressioni di minori anche nelle strade del centro di Cagliari e non mancano violenze gratuite ad opera di piccole gang anche nel cuore della cittadina in strade come via Manno soprattutto il sabato sera.
Gli insulti possono fare più male degli schiaffi e proprio per sensibilizzare gli studenti dell’istituto di istruzione ‘Scano-Bacaredda’ nell’aula magna di via Grandi di Cagliari si è svolto un incontro sul tema “Diamoci del Tu. Incontro/dibattito sui nuovi media, benedetti o maledetti? Reputazione digitale, bullismo e cyberbullismo profili giuridici e sociali”. Un dibattito di oltre due ore organizzato dai due referenti del cyberbullismo dell’istituto i professori Giuseppe Argiolas (entrambi hanno lo stesso nome).
Ha dispensato tantissimi consigli pratici offrendo la sua testimonianza Gino Emanuele Melis avvocato del Foro di Cagliari e campione sportivo a livello nazionale di Karate: “Il bullismo – racconta l’avvocato – non esiste come reato ma sono le condotte ripetute di cui si compone a essere perseguibili penalmente. A scuola con gli studenti facciamo prevenzione perché il bullismo è un cancro sociale e devono essere aiutati sia le vittime che i bulli. In tribunale ho difeso anche ragazzi accusati di danneggiamenti che hanno capito l’errore e hanno rimediato al fatto o ancora un ragazzo minacciato di morte da un gruppo di “bulli”. Gino Emanuele Melis è riuscito a fornire loro gli strumenti e le conoscenze sull’utilizzo dei nuovi media e delle nuove piattaforme digitali, sulla normativa per il bullismo e cyberbullismo, sulle responsabilità penali e civili del bullo, sulla culpa in vigilando e in educando dei genitori, sulla culpa in vigilando, in educando e in organizzando della Scuola, sulle conseguenze psicofisiche subite dalla vittima e sulle tutele previste dal nostro sistema giudiziario
Il convegno, fortemente voluto dalla dirigente scolastica Mirian Sebastiana Etzo, ha visto la partecipazione del docente Gian Luigi Pittau, da anni impegnato nella prevenzione al bullismo e cyberbullismo: “Bullismo e cyberbullismo – spiega il professor Gian Luigi Pittau, – sono le minacce più temute dagli adolescenti italiani, subito dopo violenze sessuali e droghe e si sono accentuati in questi ultimi due anni di pandemia. Ma per i maschi nella fascia di età tra i 13 e i 15 anni il bullismo sale al secondo posto dopo le droghe. La violenza tra pari – online e non – è dunque una realtà quotidiana per la Generazione Z, secondo i risultati dell’Osservatorio Indifesa su violenza, discriminazioni e stereotipi di genere, bullismo, cyberbullismo e sexting di Terre des Hommes e ScuolaZoo diffusi in occasione della Giornata Nazionale contro bullismo e cyberbullismo a scuola e del Safer Internet Day. Ben il 60% degli oltre 8mila ragazzi e ragazze delle scuole secondarie in tutta Italia coinvolti dall’indagine ha affermato di aver assistito ad atti di bullismo e cyberbullismo”.
Molto toccante è stata la testimonianza di Natascia Curreli, una 29enne bersagliata dai bulli a scuola e sbeffeggiata e derisa a lungo per il suo peso: “Sono originaria di Sedilo e per anni ho ricevuto insulti pesanti. C’era chi mi chiamava scrofa, chi balena, chi mongolfiera. A un certo punto a queste parole si sono aggiunti altri gesti come la gomma da masticare messa nei capelli o addirittura un ramo che mi è stato lanciato sul volto alla fermata sull’autobus causandomi una ferita. Così, dopo anni di silenzio, ho raccontato tutto alla mia famiglia e quando ho parlato sono stata meglio. Ancora oggi ricevo delle offese sui social ma ho trovato la forza di raccontare quello che mi è successo e vado in giro nelle scuole e racconto la mia storia di vita”.









