Cagliari, dopo 16 anni apre il parco sportivo di Genneruxi e spunta l’ennesimo supermercato

Taglio del nastro per campi da calcio, piscina e ristorante della lottizzazione Magnolia. Il progetto era fermo dal 2004: “Il privato vuole anche realizzare un supermercato in via Berlino e, in cambio, costruire una nuova strada verso l’Asse Mediano”. Tutti i dettagli

Il taglio del nastro? A marzo, subito dopo la fine del collaudo, ancora in corso, da parte del tecnico della Provincia. Dopo sedici anni di attesa aprono i campi sportivi della lottizzazione Magnolia, nel rione cagliaritano di Genneruxi: il progetto del costruttore Antonello Onano vede finalmente la luce: lì, a pochi metri di distanza dall’Asse Mediano, negli anni hanno trionfato solo attese e rinvii. Ma ora, il traguardo è dietro l’angolo: quattro campi da calcio, sia a 5 sia a 7, una club house, una piscina, poi ristorante, gelateria e pizzeria. Tutto in dieci ettari. L’accordo tra il privato e l’amministrazione comunale di Cagliari è datato: in cambio di palazzine, Onano ha dovuto realizzare opere di interesse pubblico. “Spetterà a noi capire come gestirle, se saranno gratuite o se saranno affidate a una società”, spiega il vicesindaco Giorgio Angius. I campi sono di più recente costruzione: è il 2012, infatti, quando gli operai concludono tutti i lavori, poi però sono sopraggiunti alcuni ritardi di natura burocratica e la richiesta di una variante. “Dal punto di vista pratico è tutto a posto, c’è una chiara convenzione firmata tanti anni fa”, osserva Angius. E, se i campi saranno fruibili tra poche settimane, rimane ancora in stand by tutta la seconda parte del progetto, legata alla realizzazione di una strada-svincolo e a un supermercato.
“Il privato deve portare tutte le carte con le modifiche chieste dalla Regione per ottenere il via libera alla realizzazione del supermercato. Il noatro augurio è che tutto fili liscio”, dice il vicesindaco, “così il rione potrà avere una nuova strada di collegamento con l’Asse Mediano, tutta a spese del costruttore. Se la Regione dovesse confermare il no, il costruttore non realizzerebbe il market e, quindi, non sarebbe obbligato a realizzare lo svincolo”.


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