Mezzi fuori uso da mesi, interventi rallentati e lavoratori costretti a operare in condizioni definite “non accettabili”. È la situazione che, secondo la USB Sanità, si starebbe consolidando nei presìdi ospedalieri San Michele, Businco e CAO dell’ARNAS Brotzu, con ricadute sulla sicurezza del personale, sull’efficienza dei servizi e sulla gestione delle risorse pubbliche.
Il sindacato, insieme al proprio Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), riferisce di aver inviato il 22 gennaio 2026 una diffida formale all’Amministrazione (prot. PG/2026/1308), che sarebbe rimasta senza risposta. Un silenzio che la sigla definisce “grave”, a fronte di segnalazioni circostanziate.
Al centro della denuncia la situazione del parco mezzi assegnato al servizio manutentivo: su cinque furgoni disponibili, solo uno risulterebbe pienamente operativo; un secondo, pur con gravi problemi meccanici, verrebbe utilizzato per mancanza di alternative; gli altri sarebbero fermi da oltre sei mesi. Una condizione che, evidenzia la USB, sarebbe difficilmente giustificabile considerando che i veicoli sono in leasing e quindi soggetti a obblighi contrattuali di manutenzione o sostituzione. Il protrarsi dei costi per mezzi inutilizzabili potrebbe configurare, secondo il sindacato, un possibile danno erariale con conseguenti responsabilità amministrative e contabili.
La carenza di automezzi, viene sottolineato, non rappresenterebbe un semplice problema organizzativo ma inciderebbe direttamente sulla tempestività degli interventi tecnici e sulla continuità delle attività assistenziali. Le criticità sarebbero particolarmente evidenti al P.O. Businco, anche alla luce dell’accorpamento del Microcitemico.
La USB Sanità ricorda inoltre che la consegna dei Dispositivi di Protezione Individuale al personale manutentivo sarebbe avvenuta solo a seguito di una precedente iniziativa sindacale. “Se oggi i manutentori dispongono dei DPI – afferma la sigla – è perché è stato imposto il rispetto delle norme”.
“Non possiamo accettare che mezzi pagati con risorse pubbliche restino inutilizzabili per mesi, né che la sicurezza dei lavoratori venga sacrificata per inerzia amministrativa”, dichiara il sindacato, annunciando che in assenza di interventi immediati chiederà al Prefetto di Cagliari l’attivazione delle procedure di raffreddamento e conciliazione e valuterà una segnalazione alla Corte dei Conti per l’accertamento di eventuali responsabilità.
Al momento non risultano repliche ufficiali da parte dell’Amministrazione dell’ARNAS Brotzu.











