Ha lavorato come supplente in diversi istituti scolastici del Sud Sardegna, quasi dieci anni di contratti a termine ripetuti costantemente fino a superare il massimo dei 36 mesi previsti dalla normativa. Un abuso dei contratti a termine da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito che si è conclusa favorevolmente per la docente : il Tribunale di Cagliari ha infatti condannato il ministero a risarcire l’insegnante per la reiterazione dei contratti a termine oltre il pagamento delle spese processuali. Protagonista della vicenda una 60enne di Carbonia, docente idonea all’insegnamento nella scuola primaria che con l’assistenza di Uil Scuola Sardegna, patrocinata dall’avvocato Elisabetta Mameli, ha ottenuto oltre 12mila euro di risarcimento.
Il Tribunale di Cagliari ha infatti accertato l’abusiva reiterazione di contratti a tempo determinato stipulati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito ai danni dell’insegnante: il primo contratto risale al 2015 in una scuola di Carbonia, l’ultimo per l’anno scolastico appena concluso in una scuola di San Giovanni Suergiu. In quasi dieci anni undici contratti a termine ripetuti, spesso all’interno delle stesse scuole e per la medesima cattedra. L’avvocato Mameli nel corso della causa ha dimostrato come gli incarichi non fossero legati a esigenze sostitutive temporanee: i contatti a termine ripetuti servivano invece per coprire posti vacanti e disponibili e quindi un fabbisogno permanente e duraturo di personale, tesi accolta dal giudice del Lavoro.











