Brotzu, dramma di un anziano ustionato:”Senza il personale è il caos”

L’odissea vissuta da un anziano 80enne al Brotzu, per via della chiusura del reparto di Chirurgia Plastica, carente di personale. Il figlio, Gianni Garau, racconta al nostro giornale l’assurda e drammatica vicenda 

Manca il personale medico nel reparto di chirurgia plastica al Brotzu, così l’attività non può essere erogata ai pazienti. E non mancano le vicende drammatiche, come quella raccontata al nostro giornale, da Gianni Garau: «Il 6 dicembre 2015 mio padre, Salvatore Garau,  che ha 79 anni – dice – è stato vittima di un incidente domestico, caduta accidentale nel camino, riportando ustioni di 3° grado per il 35-40% del corpo (tutta la schiena). Trasportato al Pronto Soccorso del Brotzu è stato ricevuto con codice rosso e subito ricoverato nel Reparto di Chirurgia Generale logisticamente e Chirurgia Plastica per competenza (Chirurgia plastica non è dotata di posti letto). Il medico che ha autorizzato il ricovero, Dott. Floris, ci informa immediatamente di un quadro clinico compromesso e pertanto di una situazione molto grave considerate le ustioni e si riserva di comunicarci un possibile trasferimento del paziente verso altre centri specializzati quali Sassari in Sardegna piuttosto che altri centri della Penisola, però ogni decisione viene rinvita al giudizio del Dott. Pinna, Direttore della struttura. Nel frattempo mio padre – dice Gianni Garau – viene ricoverato in una stanza con altri 3 pazienti con patologie totalmente diverse (trapiantati di fegato). Il 09.12.2015 al rientro di Dott Pinna, veniamo convocati per informarci che mio padre sarebbe stato preso in carico dalla sua struttura in quanto, considerate le condizioni, un eventuale trasferimento sarebbe stato letale. Noi parenti, già tristi per l’accaduto, subiamo con fiducia la decisione nell’interesse della salute di nostro padre perché urgeva immediatamente un intervento chirurgico, accettando anche la richiesta di garantire assistenza H24 con personale di nostra fiducia».

IL DRAMMA. Ed ebbe inizio l’odissea – racconta sempre Gianni Garau – successivamente all’intervento avvenuto il 17/12/2015, mio padre contrae una bronco polmonite, nel frattempo in corsia vengono garantiti solo esclusivamente i servizi minimi sindacali da parte del personale della Chirurgia Generale che forte della presenza del personale di assistenza messo da noi a disposizione sfruttavano l’occasione per scaricare le loro competenze. Alcune volte veniva posticipata di due giorni  la medicazione perchè non funzionava il riscaldamento e non potevano riscaldare l’ambiente con stufe elettriche perchè bandite dal Responsabile della Sicurezza. Lamentata questa situazione, Dott. Pinna ci esortava a scrivere una lettera protocollata all’Urp di quanto accadesse in corsia e delle difficoltà che incontrava nello sviluppo del suo lavoro. Valutato a freddo il suggerimento ci si rendeva conto che ci stava strumentalizzando per conflitti intestini tra Primario e la sua figura e con  vittima sacrificale mio padre. Nel frattempo a  mio padre viene rilevata un’infezione alla quale non riescono a trovare nell’immediato l’origine e a localizzarla. Dopo diverse consulenze con l’infettivologo riscontrano la presenza di 2 batteri assai tosti che mette in allarme tutto il reparto, generando il trasferimento di mio padre in una stanza singola a distanza di un mese e mezzo dal ricovero e valutato che nella stanza si ritrovavano dei trapiantati che mettevano a rischio letale gli altri pazienti. Da circa una settimana Dott. Pinna è assente per malattia mentre Dott. Floris da più tempo e pertanto Chirurgia Plastica risulta scoperta. Ieri veniamo contattati per comunicarci che vista l’assenza dei medici specialisti e non avendo nella struttura figure con quelle competenze ci “suggerivano”/obbligavano  il trasferimento di nostro padre a Sassari senza rendersi conto l’immenso disagio per i familiari, in primis mia madre già ottantenne. Nelle ultime ore – sbotta Gianni Garau – abbiamo ricevuto diverse telefonate per sollecitarci a portare nostra madre per firmare l’autorizzazione. Inaccettabile. 

LA POLEMICA. Intanto dai banchi del Consiglio Regionale, Edoardo Tocco ha preso a cuore l’intera vicenda, ribadendo ancora una volta l’assurda situazione di quel reparto: «La chirurgia plastica – dice – è una struttura importante, questa è la dimostrazione, non è possibile che una azienda d’eccellenza come il Brotzu debba fare a meno di un reparto indispensabile, che da sempre garantisce efficienza. Approfondirò la questione della famiglia Garau – afferma Tocco – e nel frattempo chiedo che venga ripristinato immediatamente con medici e personale all’altezza e con posti letto sufficienti per il servizio di emergenza ed urgenza, anche perché è l’unico di tutto il sud Sardegna, con centinaia di casi ogni mese. E lo affermo da commissario sanità in Consiglio Regionale»