Bono, ok alle messe in presenza: il Tar annulla l’ordinanza del vicesindaco

La prima sezione del Tribunale amministrativo regionale ha accolto il ricorso del vescovo della Diocesi di Ozieri e del parroco di Bono. Sospesa l’ordinanza sindacale del 5 gennaio che tra i divieti comprendeva anche quello della celebrazione delle Messe

“Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume”. E’ con queste parole che l’articolo 19 della Costituzione Italiana ricorda l’importanza e l’assoluto valore che ricopre la libertà religiosa in Italia. Articolo che, nel paese di Bono (SS), si è tentato di calpestare con alcune decisioni dell’amministrazione comunale assai discutibili”.

Il Popolo della Famiglia Sardegna, plaude alla decisione della prima sezione del Tribunale amministrativo regionale che ha accolto il ricorso del vescovo della Diocesi di Ozieri, Corrado Melis e del par- roco di Bono, don Mario Curzu, e ha sospeso l’ordinanza sindacale del 5 gennaio che tra i molti divieti, motivati dall’emergenza Covid, comprendeva anche quello della celebrazione delle Messe in presenza nel territorio comunale.

“Come movimento politico da sempre attento che la libertà di culto non venga attaccata, vogliamo sperare che la sentenza del Tar possa servire seriamente da lezione per quelle amministrazioni locali che sfruttano ogni occasione per tentare di limitare la libertà dei fedeli cattolici. Al vescovo Corrado Melis e al parroco, don Mario Curzu, va tutta la nostra solidarietà per l’accaduto. La nostra vicinanza va anche e soprattutto ai cittadini di Bono, i quali hanno sinceramente sofferto per l’assenza delle Messe. A loro va tutto il nostro affetto e riconoscenza per averci segnalato l’accaduto e per averci tenuto aggiornati sugli sviluppi. Desideriamo, altresì, sperare che il dialogo tra Diocesi e amministratori possa riprendere al più presto così da evitare, in futuro, ulteriori spiacevoli episodi.

Ricordiamo, infine, che le chiese possono essere considerate tra i luoghi più sicuri in assoluto visto l’impegno dei sacerdoti e dei fedeli che, per ogni celebrazione, provvedono tempestivamente a sanificare i banchi e a garantire rigorosamente che i partecipanti rispettino le disposizioni anti Covid sul distanziamento sociale”.


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