Assemini, una casa campidanese storica a rischio: l’appello dell’ingegnere Mameli e il silenzio delle istituzioni. Da simbolo della tradizione sarda a “ufficio a centro sociale”.
Ad Assemini si riaccende il dibattito sulla tutela del patrimonio architettonico locale. A sollevare la questione è l’ingegnere Francesca Mameli, cittadina asseminese, che esprime forte preoccupazione per il destino di una delle abitazioni storiche più rappresentative del territorio. In un post del Maggio del 2025 aveva denunciato la sua preoccupazione: “Ho appena appreso che una delle case storiche di Assemini, uscita nei libri di Architettura come manifesto della cultura campidanese e tra le migliori conservate, debba diventare o un ufficio o un centro sociale”, dichiara Mameli. Un annuncio che, secondo l’ingegnere, rischia di segnare una trasformazione poco rispettosa del valore identitario dell’edificio. Ad oggi l’amministrazione non si è espressa, dichiara Mameli. La casa in questione, infatti, non è solo un immobile di pregio, ma un simbolo della tradizione costruttiva locale, testimone di un modo di abitare che racconta la storia e le radici della comunità. Proprio per questo, Mameli lancia un appello diretto all’amministrazione comunale. “Io spero – dichiara Mameli – con tutto il cuore, che per una volta il Comune di Assemini sposi la tradizione e la valorizzazione delle sue ricchezze. Ne faccia manifesto dell’abitare e delle sue radici, e del rispetto di chi con sudore e fatica ha eretto e conservato questi gioielli di Architettura”. Parole che riflettono una sensibilità sempre più diffusa tra i cittadini, attenti alla salvaguardia del patrimonio culturale e alla necessità di trovare un equilibrio tra riuso degli spazi e tutela della memoria storica. Secondo quanto riferito dalla stessa Mameli, non si tratterebbe di una preoccupazione recente: negli ultimi mesi l’ingegnere avrebbe infatti avviato diversi tentativi per ottenere chiarimenti ufficiali, tra cui la presentazione di un accesso agli atti per un interesse diretto, concreto e attuale presso il Comune di Assemini. A tali richieste, tuttavia, non sarebbe mai seguita alcuna risposta.












