Assemini, sfrattata dopo un secolo la banda musicale: “Puniti dal Comune perchè non abbiamo suonato il 4 novembre”

La storica banda Bellini non ha più un tetto, tra due settimane dovrà lasciare la sede di piazza San Pietro. La rabbia del presidente Nicola Lecis: “Per colpa del Covid non abbiamo potuto provare e prepararci per la manifestazione dei caduti in guerra, ecco la sensibilità dell’amministrazione comunale per la cultura: zero spaccato. Tanti alunni non potranno continuare con i loro percorsi musicali”

Lo sfratto è arrivato, via pec, lo scorso dieci novembre, dagli uffici comunali della Cultura. La storica banda musicale Bellini di Assemini, fondata cento anni fa, dal prossimo 5 dicembre non avrà più il tetto, sicuro, dei locali in piazza San Pietro. Una tradizione che viene cancellata all’improvviso, 35 musicisti, 5 docenti e e 17 allievi che saranno costretti ad interrompere il loro percorso musicale. Il motivo? Stando a quando spiega il presidente Nicola Lecis, 47 anni, alla guida della banda dal 2014, è la “mancata partecipazione alla commemorazione dei caduti in guerra. Purtroppo non abbiamo più potuto provare, negli ultimi due anni, per colpa del Coronavirus”. Gli spazi non sono certo immensi, “impossibile stare tutti distanziati in trentacinque metri quadri. Ho parlato anche con l’assessora alla Cultura, mi ha detto che non entra nel merito delle scelte fatte dall’ufficio. Ma come, proprio lei che dovrebbe tutelare tutti i cittadini?”, denuncia, incredulo, Lecis. “Abbiamo più volte richiesto una sede adeguata, ma abbiamo ricevuto solo promesse. Ma non da ieri, abbiamo documenti sin dagli anni ’70 che provano le varie richieste della nostra associazione. Non siamo mai stati ascoltati. Abbiamo un ufficio cultura che dovrebbe tutelare le realtà di aggregazione sociale e culturale come la nostra, che fa sia insegnamento della musica, affidandosi a docenti professionisti sia esibizioni e concerti. La nostra associazione non ha finalità di lucro e i bilanci sono a pareggio e abbiamo numerosi allievi ai quali dovremmo comunicargli la cessazione della loro e nostra passione”. Una passione cresciuta sempre di più nel tempo: “Siamo arrivati, in passato, a riunirci a casa dell’ex presidente, poi nelle scuole Pintus. All’epoca l’amministrazione comunale aveva promesso che ci avrebbe dato una sede”.
Che è arrivata, ma che ora salta perchè “abbiamo una convenzione da dover rispettare, dobbiamo esibirci ad almeno tre eventi pubblici ogni anno. Ma è impossibile con la pandemia. A questo punto”, sospira Lecis, “speriamo solo che qualcuno possa offrirci un altro posto prima del cinque dicembre. Chiunque possa darci una mano può chiamare il +393313659598”.


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