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Appalti pubblici, in Sardegna il mercato è ai minimi storici

di Fiorella Garofalo
28 Giugno 2017
in campidano, sardegna

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Mercato degli appalti ai minimi storici in Sardegna. Malgrado una ripresa negli ultimi mesi dell’anno, il 2016 si chiude con un risultato decisamente negativo per il mercato dei bandi di gara di lavori pubblici della nostra regione. Gli ultimi dati resi noti dal centro studi della Cna Sardegna scattano una fotografia impietosa del mercato delle opere pubbliche: con 954 interventi per un importo a base di gara di 478 milioni, il mercato si è ridotto del 27% e del 53% rispetto a numero e importi in gara nel 2015, toccando addirittura i livelli più bassi degli ultimi 15 anni. La forte flessione del mercato regionale è iniziata nei primi mesi dell’anno e si è fatta più evidente nei mesi successivi all’entrata in vigore del nuovo codice degli appalti: da maggio a ottobre la macchina pubblica regionale ha infatti promosso in media meno di 60 gare al mese, contro le 110 del 2015. Un rallentamento che ha interessato soprattutto gli enti territoriali e tutti i livelli dimensionali delle gare. Un dato messo in evidenza dalla forte riduzione delle risorse attivate: nei sei mesi più critici (maggio-ottobre), la spesa mensile promossa è stata pari, in media, a meno di 23 milioni, contro gli oltre 80 del 2015.

La rilevazione della Cna Sardegna evidenzia comunque alla fine dell’anno i segnali di un lieve miglioramento, con un numero di gare promosse che torna a superare le 60 unità (78) a novembre e a dicembre le 100 (108).

“E’ ancora presto per definire una inversione di tendenza decisiva – commentano Francesco Porcu e Mauro Zanda,rispettivamente segretario regionale della Cna Sardegna e presidente di CNA Costruzioni –  ma sembra che il blocco dell’attività delle stazioni appaltanti condizionato dalle novità normative possa ritenersi superato. Anche la dinamica della spesa conferma una nuova fase espansiva, soprattutto a dicembre quando vengono sfiorati i 90 milioni. Resta comunque una estrema fragilità del mercato isolano che può essere risollevato soltanto attraverso una netta accelerazione della spesa pubblica a cui è necessario aggiungere nuovo slancio con un piano investimenti in opere di piccola taglia, ad alta intensità di manodopera, elevata redditività ed immediata cantierabilità”

L’analisi della Cna conferma una riduzione generalizzata di tutte le tipologie dimensionali. Fatta eccezione per i bandi con importo non segnalato, che passano da 150 a 166, la riduzione riguarda infatti tutte le classi. Il cuore del mercato isolano, ovvero i lavori di importo compreso tra 150 mila euro e un milione, che rappresentano più del 90% del numero complessivo con importo segnalato, si sono ridotti del 31% rispetto al 2015, mentre la relativa cifra d’affari a base di gara si è ridotta del 40%. Sul fronte dei grandi lavori, sopra i 15 milioni se ne contano appena 6 lo scorso anno (-46% rispetto al 2015) e la spesa a questi associata è crollata del 72%: appena il 29% contro il 49% del 2015.

Continua ad aggravarsi il bilancio per i Comuni sardi che nel 2016 hanno mandato in gara 700 lavori, il 29% in meno rispetto al 2015. La relativa spesa è stata di appena 152 milioni, meno della metà rispetto al 2015. Tutta negativa la dinamica anche per le Province, che hanno chiuso l’anno con 33 gare promosse per appena 8 milioni (-35% e -20,6% rispetto al 2015). Il bilancio ugualmente recessivo degli altri enti territoriali è condizionato sensibilmente dagli Enti per l’edilizia abitativa, con tassi negativi del numero e della spesa superiori al 60%.

 In controtendenza le Aziende Speciali e la Regione che segnano entrambi crescite esponenziali della spesa. Il risultato del primo gruppo (che si distingue per un risultato espansivo anche del numero delle gare promosse) è stato determinato in particolare da Abbanoa Spa (14 gare di importo superiore a un milione relative principalmente all’efficientamento della rete idrica) e dall’ARST Azienda Regionale Sarda Trasporti) che, oltre alle gare per il servizio di sfalcio e decespugliamento della sede ferroviaria, ha promosso una delle sei maxi gare dell’anno (valore 20,3 milioni) per la realizzazione del collegamento Repubblica/Stazione RFI della metropolitana leggera di Cagliari.

Quanto alla Regione lo studio evidenzia il balzo della spesa grazie all’appalto misto da 18,2 milioni relativo ai lavori per la realizzazione, servizi di progettazione, manutenzione e pronto intervento della Rete Radio Regionale digitale.

A doppia velocità il gruppo delle Grandi Committenze: la crescita numerica riguarda le Ferrovie (4 gare contro 3, dunque un risultato sempre assai modesto) e altre imprese pubbliche. Assai più generalizzato il calo della spesa. L’Anas chiude l’anno con un numero di gare stabile, ma con una riduzione del 30% della spesa: l’attività dell’ente si è concentrata in nove gare appalti di importo pari o superiore a 5 milioni, per un importo complessivo di 130 milioni di euro (un anno prima erano solo 6 ma per una cifra a base d’asta di oltre 200 milioni). Due riguardano interventi rientranti nel Piano Sulcis: il primo (42 milioni) per il nuovo collegamento terrestre dell’istmo con l’isola di Sant’Antioco e della Circonvallazione di Sant’Antioco, l’altro (11,2 milioni) si riferisce ai lavori di adeguamento della strada di collegamento S. Giovanni Suergiu-Giba e alla messa in sicurezza della strada Giba-Nuxis. Ma anche accordi quadro per la manutenzione straordinaria della pavimentazione e della segnaletica stradale e degli impianti tecnologici in galleria. Il gruppo delle altre imprese tampona la riduzione della spesa grazie a due maxi gare da 17 e 18 milioni promosse dall’ENI per la realizzazione degli impianti fotovoltaico presso i siti ENI di Porto Torres e Assemini.

Rispetto alla dinamica media nazionale, il risultato registrato in Sardegna nel 2016 è nettamente peggiorativo: in Italia il numero degli appalti si è ridotto del 9% e la spesa del 15%. La Sardegna si colloca tra le 8 regioni con dinamica negativa sia per numero che per importo rispetto al 2015. Peggio della Sardegna, per entità della riduzione di entrambi gli indici, solo il Trentino Alto Adige e la Puglia. Tra le altre regioni meridionali che scontano una flessione numerica anche più importante rispetto a quella registrata in Sardegna, in Sicilia, Molise e Basilicata si osserva una espansione delle risorse in gara. Al Centro-Nord prevale invece la crescita numerica del mercato, a indicare probabilmente un più rapido superamento della fase di stallo dopo l’introduzione delle nuove regole. Bilancio espansivo anche sul fronte economico in Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Liguria e Valle d’Aosta.

 
Tags: Appalti pubbliciSardegna
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