Anfiteatro romano di Cagliari, 15 anni di attesa senza riapertura: interrogazione in Consiglio comunale
Chiuso dal 2010, più volte annunciato come prossimo alla riapertura ma ancora inaccessibile.
A riportare l’attenzione sull’Anfiteatro romano di Cagliari è la consigliera comunale Stefania Loi, che ha presentato un’interrogazione per ottenere chiarimenti su tempi, responsabilità e stato di avanzamento degli interventi previsti.
Secondo quanto evidenziato, a oltre quindici anni dalla chiusura del sito, la situazione resta sostanzialmente immutata. «Siamo davanti a una situazione difficilmente giustificabile – afferma Loi –: con risorse disponibili e progetti approvati, l’Anfiteatro resta fermo. Dopo così tanto tempo, non è più comprensibile».
Nel dicembre 2024 era stato annunciato un nuovo avvio dei lavori, accompagnato da un cronoprogramma che prevedeva una riapertura parziale entro l’estate 2025. Gli interventi avrebbero dovuto includere operazioni di pulizia, messa in sicurezza e la realizzazione di passerelle per consentire almeno una fruizione limitata del sito. Tuttavia, la scadenza è ormai superata senza che la riapertura si sia concretizzata.
Nel frattempo, l’area continua a presentare criticità evidenti: accessi abusivi, presenza di rifiuti, vegetazione non controllata e condizioni generali di incuria. «Un monumento di questo valore – sottolinea la consigliera – è oggi più esposto al degrado che alla valorizzazione».
Il progetto complessivo, finanziato con circa 4 milioni di euro attraverso il programma europeo PN Metro Plus 2021–2027, prevede interventi di restauro, la creazione di nuovi percorsi di visita, il collegamento con l’Orto Botanico e la realizzazione di spazi destinati a eventi culturali.
«Il paradosso è evidente: non mancano né i fondi né i progetti. Manca l’esecuzione», osserva Loi, che sottolinea come il nodo della questione non sia più tecnico ma politico.
Attraverso l’interrogazione, vengono richieste risposte puntuali sullo stato reale delle tre fasi di intervento, sulle cause dei ritardi accumulati, sull’utilizzo effettivo dei finanziamenti e sulle misure urgenti per contrastare il degrado dell’area.
Altro punto critico riguarda l’assenza di un cronoprogramma aggiornato e verificabile. «In queste condizioni – evidenzia Loi – i cittadini non hanno strumenti per comprendere quando, e se, il monumento sarà restituito alla città».
Dal Consiglio comunale arriva quindi una richiesta chiara: passare dagli annunci ai risultati, accelerare gli interventi e garantire maggiore trasparenza.










