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“Allarme obesità post lockdown in Sardegna: 2 bambini su 10 sono sovrappeso”

di Redazione Cagliari Online
22 Agosto 2020
in sardegna, zapertura1

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Nel mondo ci sono 150 milioni di bambini obesi. E la situazione potrebbe peggiorare

Ad offrire uno spaccato dei numeri dell’obesità infantile in Sardegna è l’Istituto Nazionale per la Cura della Obesità (INCO): “secondo una indagine regionale che abbiamo effettuato partendo dai dati dell’Assl di Cagliari (effettuati dal sistema di sorveglianza sul sovrappeso e l’obesità nei bambini del ministero della Sanità denominato “Okkio alla salute”) – spiega Manuela Piras, nutrizionista e referente regionale del team multidisciplinare INCO -, in Sardegna lo 0.25% dei bambini risulta in condizioni di obesità grave, il 3,55% risulta obeso, il 17,8% sovrappeso, il 76,1% normopeso e il 2,28% sottopeso. Insomma complessivamente il 21,6% dei nostri bambini presenta un eccesso ponderale che comprende sia sovrappeso che obesità. A livello nazionale i bambini sono tra i più obesi d’Europa, con una maggioranza dei maschi (42% tra obesi e sovrappeso) sulle femmine (38%). Problema che si è aggravato durante il lockdown a causa di una minore attività fisica e una dieta scorretta. Sono numeri da non sottovalutare e da tenere bene in considerazione visto i rischi legati all’obesità e alle alte percentuali di continuare ad esserlo poi in età adulta”.

LE CAUSE. Sono dovute soprattutto alle abitudini scorrette alimentari e di poca attività fisica: l’8% dei bambini salta la prima colazione; il 33% la fa in modo non adeguato (ossia sbilanciata in termini di carboidrati e proteine); il 53% fa una merenda di metà mattina abbondante. La maggior parte dei bambini non consuma le giuste porzioni di frutta e verdura raccomandate.                              

Dall’altra sono elevati anche i valori dell’inattività fisica e dei comportamenti sedentari: il 34% dei bambini pratica attività sportiva per non più di un’ora a settimana e il 24% fa giochi di movimento per non più di un’ora a settimana. Il 44% ha la TV in camera; il 41% guarda la TV e/o gioca con i videogiochi/tablet/cellulare per più di 2 ore al giorno. Solo un bambino su 4 si reca a scuola a piedi o in bicicletta.

“Purtroppo questi dati evidenziano anche una errata percezione dei genitori dello stato ponderale e dell’attività motoria dei propri figli: tra le madri di bambini in sovrappeso o obesi, il 37% ritiene che il proprio figlio sia sotto-normopeso” sottolinea la nutrizionista Manuela Piras.

LOCDOWN. Tra le varie conseguenze del lockdown c’è anche quello relativo ad un aumento del rischio di obesità infantile a causa di una ridotta attività fisica e una dieta poco corretta. I bambini, infatti, tendevano in media a mangiare un pasto in più al giorno, a dormire in media una mezz’ora in più al giorno e a passare ben cinque ore in più al giorno davanti ad uno schermo, sia quello della TV che quello del computer o dello smartphone. Contemporaneamente si è notato un aumento del consumo di bevande zuccherate e in generale di cibi spazzatura. E, ovviamente, l’attività fisica, rispetto all’anno precedente, è diminuita notevolmente.

“Dopo il lockdown abbiamo registrato – spiega la nutrizionista – sintomi di stress post-traumatico, confusione e rabbia. L’ansia e lo stress hanno portato a mangiare peggio e di più. Per la paura di carenza di cibo le persone hanno acquistato maggiormente alimenti confezionati e di lunga durata piuttosto che alimenti freschi. Ciò ha portato ad un aumento di peso con una riduzione dell’assunzione di preziosi nutrienti presenti in frutta e verdura fresche, tipica nella dieta mediterranea, che contrasta tutte le malattie cardiovascolari. Inoltre, nel lungo periodo, vi è anche la riduzione dell’attività fisica che contribuisce, oltre all’aumento di peso, all’aumento dello stato infiammatorio nell’organismo. Non dimentichiamo che nel 1918, immediatamente dopo la fine dell’epidemia della Spagnola, i decessi causati da eventi cardiovascolari avevano superato quelli per altre cause, inclusa la polmonite sovrapposta. Riconoscere questi effetti collaterali negativi della quarantena è fondamentale per evitare il deprezzamento degli sforzi per il controllo del peso tra i giovani”.

VADEMECUM Riservare più tempo alla preparazione dei pasti. Dedicare tempo alla prima colazione e, se in casa abitano più persone, farla tutti insieme per condividere questo importante pasto della giornata. Aumentare il consumo di quegli alimenti importanti nella nostra dieta, come per esempio vegetali e legumi che a volte, per motivi di tempo, non si preparano spesso. Consumare la gran parte dei nutrienti nella prima parte della giornata, abitudine che può aiutare a ingrassare meno e a dormire meglio.  Evitare di mangiare di corsa cibi poco curati.

Tags: obesità infantileSardegna
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