La Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, chiama cittadine e cittadini, amministratori locali, sindacati, associazioni e comitati a una mobilitazione larga e trasversale per difendere la Sardegna da una scelta che rischia di colpire in modo sproporzionato l’Isola. Sabato 28 febbraio, alle 11, a Cagliari, in Piazza Palazzo, si terrà una manifestazione pubblica contro il piano del Governo che prevede un’ulteriore concentrazione di detenuti sottoposti al regime del 41 bis nelle carceri sarde.
“Abbiamo sempre fatto la nostra parte nella lotta alle mafie e alla criminalità organizzata – afferma la Presidente Todde – e continueremo a farla con determinazione. Ma non possiamo accettare una distribuzione così squilibrata e una decisione assunta senza dialogo e senza condivisione. La Sardegna non è una periferia in cui trasferire scelte già prese altrove”.
In Sardegna saranno tre gli istituti penitenziari dedicati al 41 bis: gli istituti penitenziari di Uta, Badu ‘e Carros e Bancali. Secondo i piani del Governo, emersi durante la conferenza Stato-Regioni del 18 dicembre scorso, la Sardegna dovrebbe ospitare oltre 230 detenuti in regime di 41 bis, circa un terzo di tutti quelli in regime speciale.
“Una misura che questo Governo vuole imporci senza dialogo e condivisione. Un’altra servitù: quella carceraria. Una misura che abbiamo denunciato da subito, senza indugi, perché non accettiamo che la nostra Isola venga trattata come periferia dove scaricare decisioni già prese altrove”, evidenzia la Presidente della Regione.
“Dire no a questa impostazione – prosegue Todde – non significa arretrare nella lotta contro le mafie, ma difendere un principio di equità. Non possiamo tollerare che alla nostra terra venga imposta un’ulteriore servitù, quella carceraria, in misura sproporzionata rispetto al resto del Paese”.
Il 28 febbraio sarà una giornata di mobilitazione pacifica e determinata.
“Stanno aderendo in tanti: istituzioni, cittadini, sindaci, sindacati, associazioni e comitati”, evidenzia Todde.
“Dalla Sardegna – conclude la Presidente – deve alzarsi una voce collettiva e unitaria. Facciamo sentire la nostra voce. Non subiamo. Scendiamo in piazza insieme per difendere la nostra Isola”.












