Addio a Tore Langella, anima di Kayak Avventura e maestro del mare: molto conosciuto a Cagliari come in tutta l’isola, a 64 anni, compiuti il 23 marzo, si è spento prematuramente.
Oggi la comunità del kayak e del mare saluta Tore Langella, originario di Alghero, un uomo che ha lasciato un segno profondo non solo nelle acque che ha solcato, ma soprattutto nei cuori di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo.
Il commosso ricordo di Francesca C. e di tutti gli amanti del kayak: “Tore non è stato soltanto un esperto istruttore di kayak è stato una guida autentica, dentro e fuori dall’acqua. Presidente e anima di Kayak Avventura, ha saputo trasformare una passione in un progetto capace di unire persone provenienti da città diverse della Sardegna e da ogni parte del mondo. Sotto la sua guida, il kayak non era solo uno sport, ma un linguaggio comune, un modo di condividere esperienze, valori e amicizia.
Ad Alghero, in Sardegna, Tore ha costruito molto più di imbarcazioni ha costruito legami. La sua maestria artigianale nella lavorazione del legno lo ha reso un punto di riferimento nel settore, distinguendosi per la capacità di fondere tecnica e arte. Le sue canoe e i suoi kayak non erano semplici mezzi, ma vere opere vive, nate da mani esperte e da una visione profonda del mare.
Tra le sue creazioni più straordinarie spicca il “Sardinuit”, il primo surfski in legno realizzato in Italia: un simbolo perfetto del suo spirito innovativo, capace di unire tradizione e performance moderna. Le sue imbarcazioni hanno trovato spazio anche oltre lo sport, diventando elementi scenografici in eventi culturali e concerti, testimoniando quanto il suo lavoro fosse apprezzato anche nel mondo artistico.
Ma ciò che rende Tore indimenticabile va oltre ogni realizzazione tecnica. Era un presidente vero, di quelli che non guidano da lontano ma condividono ogni tratto del percorso. Ha unito persone, creato una comunità, fatto sentire tutti parte di qualcosa di grande.
Il suo ultimo gesto racchiude tutta la sua essenza con le ultime forze si è alzato per salutare, per regalare un abbraccio. Un atto semplice, ma immenso. Un saluto che vale più di mille parole e che resterà inciso per sempre nella memoria di chi era lì.
Non è un addio, ma un arrivederci.
Perché chi ha condiviso con lui il mare sa che certe rotte non finiscono davvero. Si trasformano, continuano altrove.
Buon viaggio, Presidente.
Continua a guidarci da dove sei.
E un giorno, torneremo a pagaiare insieme, spalla a spalla, seguendo la stessa corrente”.












