È stato confermato l’ergastolo per Giampaolo Amato, ex medico della Virtus, accusato di aver ucciso la moglie e la suocera somministrando farmaci.
La vicenda risale al 2021 Stando a quanto ricostruito, l’oftalmologo bolognese avrebbe prima ucciso nell’ottobre di 5 anni fa la suocera, Giulia Tateo, e poi la moglie Isabella Linsalata a dicembre. Il movente, secondo l’accusa, sarebbe legato a questioni di denaro e alla protezione della sua relazione extraconiugale. Amato, però, ha sempre ribadito con fermezza la sua innocenza. Assistito dagli avvocati Franco Coppi e Valerio Spigarelli, Amato ha fornito alcune dichiarazioni spontanee, riportare da Il Resto del Carlino: “Prima del vostro ingresso in Camera di Consiglio volevo farvi sentire dalle mie parole la verità. Io non ho commesso quello per cui sono imputato, non ho ucciso mia moglie e mia suocera. Sono un medico e ho dedicato tutta la mia vita alla cura dei miei pazienti. Ho il sacro rispetto della vita umana. E la sola idea che si pensi che io possa aver fatto del male a Isabella e alla mamma, per me è insopportabile. Sono stato dipinto come una persona che non sono e che non sono mai stato, un essere avido e spregiudicato che ha fatto del male a una donna con cui ha vissuto 40 anni e con cui ha avuto due figli meravigliosi, che non credono che io sia colpevole e che mi hanno aiutato a sopportare tutto questo. Sono un uomo né migliore né peggiore di altri. Sono devastato. L’ho fatta soffrire ma questo non è un reato. Non c’era nessun motivo di contrasto economico, ho rinunciato subito all’eredità a favore dei nostri figli. L’idea che io possa essere considerato un mostro senza cuore solo per l’uso di un appartamento su cui peraltro c’era totale accorso sull’utilità, mi sembra una follia”.
“Sono state dette cose inaccettabili”, le parole di Maria Linsalata, sorella di Isabella, moglie di Amato. “Mia sorella non era drogata. Il mio non è un giudizio morale, ma non era mia sorella, lei era un’altra persona. Per me era importante la verità e sono soddisfatta. È stata durissima. Sono contenta e mia sorella mi ha accompagnato in questo percorso”.
Per nulla soddisfatti i legali di Amato, secondo i quali “Giustizia non è stata fatta”, come affermato da Spigarelli, confermando che “Non è finita qui”.
Foto del nostro partner QN/ Il resto del Carlino












