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A Sanluri l’arte sacra e profana della pittrice Mariarosaria Spina

di Jacopo Norfo
26 Giugno 2017
in area-vasta, hinterland

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Mariarosaria Spina è Sanlurese Doc perché ama profondamente il posto nel quale, era il 1963, è nata e cesciuta. Amare significa a volte anche soffrire. Significa ad esempio conoscere la storia del tuo centro abitato e soffrire quando vedi che “sta male”, oppure è ignorato, non pienamente “valorizzato”. Mariarosaria lo sa bene e bene conosce Sanluri: conoscere la sua storia e da sempre si batte per raccontarla al meglio, attraverso la sua arte.

SPINA MARIAROSARIA è, anzitutto, artista autodidatta e poliedrica. “Dall’archeologia nuragica e dal culto della Dea Madre, traggo ispirazione per far nascere le mie opere”. Così racconta. Si racconta:

“Voglio parlare di radici degli antichi Sardi, della forza della Fede e della salvezza che viene da Dio, che da sempre e comunque supera il Male”.

Da giorni e per tutto il mese, al Polo Culturale di Sanluri, nell’incantevole cornice del PARCO “GLI SCOLOPI” di via Sardegna, ha inaugurato la sua nuova mostra d’arte contemporanea. S’intitola ” RETABLO – Luce e Rinascita”.

È un suggestivo percorso iniziatico con splendidi dipinti proiettati verso la luce, un viaggio affascinante narrato da tutti gli elementi pittorici plasmati colore mescolato al colore.

Pannelli neri sui quali emergono opere auree: colore che ricorda l’oro ma non lo è, d’oro, piuttosto predomina una tonalità ramata o brunita, comunque calda ed in alcune opere più fredda, un poco come i sentimenti.

L’ARTISTA è stata abile, anche stavolta, nelle ricerche di carattere storico-archeologico e – come anticipato – sensibile alle tematiche culturali e antropologiche, ha dato vita, nei suoi dipinti realizzati in questi ultimi tempi, al flusso energetico sprigionato dalle radici della terra.

“In memoria di mio padre Giovanni Spina (6 luglio 1929 – 7 febbraio 2016)”… Così leggiamo nella prima pagina dell’elegante catalogo della mostra.

Eh sì. “In memoria”, la memoria. Anche ricordare a volte diventa arte.

Quel flusso che, tra i pensieri,si fa pigmento e trasmesso alle mani, da esse  al colore ad olio, va a formare etel linee sottili, misteriose figure o paesaggi; colore che “fotografa” esperienze,  attuali ed oniriche al tempo stesso, ora fissate sulla tela, in mostra, per stupire e far ragionare.

LA SPINA non punge ma stimola, non ferisce ma rievoca, o lascia intravedere e di certo espone ai più uno spaccato sulle antichità nostrane. Quelle che esistono e che però, non tutti apprezziamo. O semplicemente vediamo ne paesaggio sardo.

Attinge infatti dal paesaggio nostrano, quello attuale ed anche dalla memoria degli antichi, Mariarosaria, in una complessa tessitura sincretica tra il megalitismo made in Sardinia ed il mondo d’oggi, con enfatizzazione della cultura del popolo Shardana e del culto della Dea Madre strettamente connessi a quello delle acque e dei luoghi ctonii e la via salvifica del Cristianesimo.

Donne come in una danza, con un filo in mano, serpi e astri…

…come mai il titolo RETABLO alla sua nuova mostra? 

“Perché ho potuto ammirare fin da bambina il meraviglioso retablo del Maestro di Sanluri. Da allora mi è rimasta sempre dentro la forza che sprigionava da quella forma.

Perché proprio un RETABLO, elemento chiesastico, di matrice cristiana, per la sua mostra che comunque contiene anche arcaici elementi, ad esempio pagani?

“Il culto pagano della Dea Madre non era un culto malvagio, la terra era amata e protetta e tutti credevano che la vita continuava nell’Aldilà. Poi giunse il Cristianesimo e si sovrappose a questi culti pagani, spesso costruendo sopra antichi templi o siti sacri come le fonti d’acqua e i centri energetici. Cambiò la devozione ma non la conoscenza del valore dei luoghi. “

Quali le prossime tappe ?

“Sono in corso trattative con diversi spazi museali sardi… Ma per ora è giusto pensare alla esposizione di Sanluri e affido il Catalogo Cartaceo alle Biblioteche Pubbliche di Sanluri, Cagliari e di molti altri Comuni, perché il messaggio delle mie opere e anche il nome della mia città natale vengano memorizzati. Ma anche resi accessibili a tutti”.

Tags: sanlurispina
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