Perdasdefogu, via al Festival letterario SetteSere SettePiazze SetteLibri

Apre la rassegna lunedì 27 luglio la giornalista e scrittrice Benedetta Tobagi. Tra gli autori che si alterneranno nella settimana del Festival: Sandro Veronesi, Bianca Berlinguer, Sergio Rizzo per citare alcuni nomi

C’è un paesino circondato da paesaggi selvaggi, arroccato a seicento metri d’altitudine nel sud dell’Ogliastra, ai margini dei Tacchi, dove dal 2011 va in scena un festival che negli anni è diventato un vero e proprio punto di riferimento nel panorama regionale e nazionale degli eventi culturali.

E’ il festival letterario di Perdasdefogu (Foghesu) SetteSere SettePiazze SetteLibri, che quest’anno giunge alla sua decima edizione. Prende il via lunedì 27 luglio con inizio alle 21. Sette autori, quindici relatori, tante letture di brani, ogni serata con un gruppo musicale diverso sino al 2 agosto. Un cartellone di pregio che ancora una volta coglie nel segno.

La rassegna è dedicata quest’anno al semiologo Paolo Fabbri, scomparso recentemente: avrebbe dovuto aprire la rassegna con una lectio magistralis dal titolo: “Le parole che non usiamo più”.

Sarà Benedetta Tobagi che darà il “la” al festival in piazza Fontana, a dialogare con lei ci sarà Giommaria Bellu. E poi ancora nomi del calibro di Sandro Veronesi (premio Strega 2020),  Sergio Rizzo, Bianca Berlinguer. Sono solo alcuni degli autori che si alterneranno nelle serate del festival. A presentare le serate sarà la giornalista Francesca Lai.

Ogni anno il Festival Letterario ha un edizione tematica, in questa edizione il tema scelto è “Compito preciso: aprire le coscienze”, che prende spunto da una frase dell’artista Maria Lai, pronunciata il giorno del conferimento della laurea honoris  causa, durante la lectio magistralis nell’ateneo cagliaritano. 

Il festival letterario nasce nel 2011 con lo scopo di promuovere la lettura, portando gli autori ad avere un dialogo diretto con i loro lettori. “L’obiettivo – spiegano gli organizzatori – è quello di rinsaldare i rapporti della comunità attraverso la lettura e il coinvolgimento di tutti i rioni del paese: ogni piazza, ogni cortile, si trasforma in un teatro a cielo aperto dove ognuno porta una sedia dalla propria casa, come avveniva nel passato. Durante la settimana i libri uniscono le case alle piazze e il paese diventa comunità, all’insegna della narrativa isolana e nazionale contemporanea”.

“Nessuno, forse, avrebbe pensato nel luglio del 2011 che la prima edizione del festival letterario SetteSere SettePiazze SetteLibri avrebbe tagliato il, traguardo DIECI. Ebbene. La scommessa è stata vinta – commenta il Sindaco Mariano Carta – E il nostro festival ha conquistato un suo posto di rilievo a livello nazionale, e non solo. Perché tante sono state anche le presenze straniere di autori e uditori. Grazie alla Pro Loco e a chi, con lei, ha collaborato, a chi ha costruito, anno dopo anno, questo evento. Grazie a tutto lo staff di volontari. Sento l’orgoglio di questo primato da condividere con tutto il paese: perché il successo del festival è legato alla curiosità intellettuale di un paese che vuol crescere mettendo  la base sulla parola cultura. In questi dieci anni i tassi di istruzione (master, lauree e diplomi) sono cresciuti in forme insperate. Il festival ha arricchito tutti. Continuerà a farlo. Essere stati inseriti dalla Sapienza di Roma al top degli eventi culturali nazionali  mette il suggello scientifico su una comunità che ama leggere, sentire, dialogare: che  è l’essenza della nostra contemporaneità. A cent’annus. Leggendo libri. Perché “leggendo si vive”.

 

“Scelto prima dell’esplosione della pandemia-Covid, il tema di questa decima edizione di SetteSere SettePiazze SetteLibri – “Compito preciso dell’arte è quello di aprire le coscienze” – spiega il il direttore artistico, il giornalista Giacomo Mameli – dimostra come sia stato lungimirante il pensiero di Maria Lai che quella frase aveva pronunciato ricevendo la laurea honoris causa all’università di Cagliari – afferma . Negli anni del nostro festival i libri (ne abbiamo presentato settanta), i dialoghi fra gli autori, i relatori e il pubblico, le musiche, le proposte di scultura, l’aver messo insieme Gabriel Garcìa Màrquez e Grazia Deledda con “I Nobel dei due mondi”, hanno contribuito ad aprire una finestra ampia da uno dei paesi più a lungo isolati della Sardegna. Due anni fa il tema era “Metamorfosi”, l’anno scorso, copiando da Dante, avevamo scelto “Libertà vo cercando”. Il filo della libertà dello spirito continua a soffiare nelle nostre piazze e strade in un mondo che, più di prima,  ha bisogno di scambi culturali. Crediamo nelle frontiere e nelle coscienze aperte:  mentali e geografiche. Sappiamo di aver bisogno di scambi con l’Europa e col mondo. Sappiamo di dover combattere contro le disuguaglianze, i razzismi, le intolleranze” conclude.

 

 

(Scatti delle precedenti edizioni con ospiti Dacia Maraini e Ascanio Celestini)