Alluvione del 2008, 18 anni dopo la strage della forza della natura che travolse tutto ciò che incontrò lungo il suo cammino: piogge violente e incessanti strapparono la vita a 5 persone. 372 mm di pioggia in 8 ore, con un picco di 148 mm in una sola ora (tra le 7:00 e le 8:00 del mattino): da Capoterra a Monserrato acqua e fango hanno travolto tutto, causando centinaia di sfollati, famiglie isolate, auto trascinate e accavallate dalla corrente e gravi danni a infrastrutture e abitazioni. Impossibile dimenticare quel drammatico giorno che mise in ginocchio soprattutto Capoterra: all’alba partirono i soldati della Brigata Sassari per raggiungere i luoghi colpiti dall’alluvione, erano già al corrente della drammatica situazione e di alcune persone disperse ma non immaginavano di trovare uno scenario apocalittico che ancora oggi segna i ricordi di tutti.
Capoterra fu il centro più colpito: Il rio San Girolamo aveva riversato a valle circa 5 milioni di metri cubi d’acqua, fango, massi e tronchi d’albero, in tanti riuscirono a mettersi in salvo solo all’ultimo momento, abbandonando la propria vettura prima che venisse risucchiata dall’onda assassina. Il ricordo del sindaco Beniamino Garau: “Oggi ricorre l’anniversario della tragica alluvione del 2008, una ferita profonda nella storia della nostra comunità, che non possiamo e non dobbiamo dimenticare.
Ricordare le vittime delle alluvioni che hanno colpito Capoterra nel corso degli anni significa custodire la memoria di chi ha perso la vita, stringerci alle loro famiglie e rinnovare il nostro impegno affinché tragedie simili non si ripetano”.
Domenica 25 ottobre la città si ritroverà al Parco comunale della Maddalena per la commemorazione di tutte le vittime delle alluvioni, nella giornata istituita dal Consiglio comunale, che ricorre ogni anno nell’ultima domenica di ottobre.
“Sarà un momento di raccoglimento, di memoria e di condivisione per tutta la nostra comunità.
Ma domenica sarà anche una giornata di rinascita. Subito dopo la commemorazione, la Camminata del Cuore ci accompagnerà in un momento di partecipazione e di speranza, per testimoniare la voglia di guardare avanti, di prenderci cura dei nostri luoghi e di costruire insieme il futuro.
Non dimenticare il passato, ma trovare nella memoria la forza per andare avanti.
È questo il messaggio che vogliamo trasmettere: una comunità che ricorda, che si stringe nel dolore, ma che sa anche rialzarsi e guardare al futuro con fiducia e determinazione.
Perché Capoterra non dimentica. E continua a camminare, insieme”.
Un altro Comune gravemente ferito dall’alluvione è stato Monserrato: spiega bene pubblicamente Salvatore Massidda il ricordo di quella drammatica giornata.
“Quel 22 ottobre 2008 è rimasto impresso nella memoria collettiva di tutto il cagliaritano. A Monserrato, la furia dell’acqua rievocò i fantasmi delle storiche alluvioni, mandando la città letteralmente in ginocchio con strade trasformate in fiumi, scantinati allagati e centinaia di famiglie sfollate. Fu un evento di portata eccezionale, scatenato da una bomba d’acqua senza precedenti che colpì duramente Monserrato. La devastazione materiale, con auto accatastate dal fango e case invase dai detriti . Ma, la reazione della cittadinanza ha mostrato il lato più bello e fiero la dignità del dolore, trasformata subito in azione per spalare via il fango. La solidarietà collettiva, con vicini di casa, volontari e ragazzi scesi in strada fianco a fianco per ripulire tutto. La forza di ricominciare, che ha permesso di ricostruire ciò che l’acqua aveva provato a portarsi via. Il ricordo di quei giorni unisce ancora oggi il dolore per i danni subiti all’orgoglio per la straordinaria resilienza dimostrata da Monserrato e dai comuni vicini”.












