Dalla contemporanea al songwriting: esce “Switching Hitches”

Dalla contemporanea al songwriting: in uscita il 16 febbraio Switching Hitches, l’EP d’esordio di Reverse Context, progetto musicale del cagliaritano Marcello Liverani, che celebra la bellezza del quotidiano



Reverse Context è un altrove onirico e sospeso. È un luogo fatto di ricordi e visioni che si intrecciano all’urgenza di appartenere al presente, dove la voce vibra e racconta su trame sintetiche in un dialogo continuo tra umano ed elettronico. Un progetto con un’ossatura electro-pop ma che, di fatto, risulta al di fuori di una mera categorizzazione di genere.

Il compositore Marcello Liverani arriva alla genesi di questo progetto dopo aver operato per anni nell’ambito della musica contemporanea d’avanguardia partendo da un percorso accademico che culmina con il titolo presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, sino ai numerosi riconoscimenti ed alle performance presso prestigiose istituzioni e teatri (Biennale di Venezia, Parco della Musica di Roma ecc.). Ora sceglie di concentrarsi su un progetto solista di cui cura integralmente composizione, arrangiamenti e performance che accoglie i colori orchestrali e l’uso della della voce nel teatro musicale contemporaneo all’interno di un “songwriting” originale.

Switching Hitches è il titolo dell’EP d’esordio: un lavoro dalle atmosfere oniriche e stranianti, a tratti infantili e fragili: “un viaggio naif per ritrovare la strada di casa attraverso una serie di esperienze “sinestetiche” nella realtà quotidiana. Ho cercato di raccontare le mie visioni colorate e psichedeliche attraverso gli echi delle mie esperienze nell’avanguardia contemporanea, le influenze dell’elettronica, dell’art rock, della psichedelia e dell’electro-folk”. Così Marcello Liverani descrive il mood del suo primo lavoro, ottenuto mantenendo la voce come nucleo compositivo dell’intero progetto.

La release del disco è associata ad un progetto fotografico social dal titolo #switchinghitches – glimpses of ordinary beauty, un progetto di contemplative photography che esplora il concetto della bellezza nelle esperienze quotidiane quale potente strumento di illuminazione. Il progetto raccoglie le visioni di fotografi, artisti visuali e persone comuni unite dalla medesima sensibilità per l’ordinaria bellezza.

Dieci le tracce che compongono l’EP, ospitato in anteprima su Rockerilla, dal 16 Febbraio su tutte le piattaforme digitali.

 

La produzione di quattro delle tracce dell’album è stata realizzata in collaborazione con il giovanissimo musicista Michele Corda. La collaborazione è stata inserita in un progetto di alternanza scuola-lavoro che ha coinvolto l’associazione culturale Singers Club, scuola di musica e centro di produzione musicale del quale Liverani è co-fondatore e l’I.I.S. De Sanctis – Deledda. Ha dato l’opportunità a un giovane di talento di collaborare con un musicista professionista ampliando il proprio bagaglio di competenze all’interno di una esperienza lavorativa molto formativa.

Il 24 Febbraio il live di presentazione del disco, sul prestigioso palco del Fabrik, storico live club cagliaritano. Accanto ai brani solistici in cui Marcello Liverani si dividerà tra voce, tastiere ed elettronica alcuni momenti di dialogo musicale in duo con le chitarre di Michele Sanna, musicista proveniente dall’avanguardia musicale, attivo sia come compositore che come chitarrista in ambito contemporaneo, jazz e rock; la chitarra acustica del cantautore canadese Mark Grace e le nuance calde e avvolgenti della voce di Alessia Saba.

DESCRIZIONE DEL DISCO:

Il titolo svela il concept artistico dell’album in cui le tracce raccontano dieci istantanee prese dalla vita di tutti i giorni: momenti che diventano vere e proprie rivelazioni. La realtà ci parla ma spesso non siamo in grado di ascoltarne le parole contenute nelle piccole cose: scrivere una canzone diventa un modo quasi magico per poter celebrare questi momenti. E’ come aprire un vaso colmo di pastelli: ogni canzone un colore, una sensazione, un giorno di vita.  L’idea della rivelazione permea interamente il lavoro di Reverse Context, dall’immagine di copertina fino ai testi delle canzoni, creando un’atmosfera visionaria e fiabesca.

La narrazione, lungi dall’unitarietà del concept album, si svolge attraverso un rituale intimo e colloquiale nel quale l’ascoltatore è chiamato ad intraprendere un viaggio introspettivo in cui il tempo dell’infanzia e le visioni oniriche sono cuciti insieme dai loops vocali, dai “grani” elettronici e dalle batterie elettroniche e glitch. Al di sopra di questa texture si evidenziano la voce principale, usata come uno strumento primigenio che alterna momenti potenti e drammatici a sussurrati dal sapore più intimo e narrativo, ed il dialogo intenso con i pianoforti acustici e rhodes.

Il disco si apre con Octopus, brano costruito interamente a partire dal concetto di acqua (concetto ricorrente nell’album), su un ritmo elettronico e complesso di decine di “bollicine” e clicks. E’ un brano ironico e malinconico ma a tratti pieno di speranza. Un’atmosfera sommersa ed acquatica evocata anche dall’uso delle tastiere.

Little Red Riding Hood è un dialogo con una dimensione fiabesca e infantile: una ninna nanna costruita sui suoni di carillon e loops vocali. Il crescendo di archi finale, orchestrato in modo da sommergere interamente gli altri suoni crea un finale sospeso in cui non ci è dato conoscere l’epilogo della storia.

Found: si tratta di una rielaborazione in collaborazione con Michele Corda, giovanissimo chitarrista e arrangiatore, il quale imprime alla traccia un certo gusto per le batterie elettroniche più “classiche” come la CR-78. E’ un brano ottimista ed a tratti quasi ieratico in cui viene esplicitata la filosofia che sottende all’intero disco.

Il mondo dell’infanzia ritorna in Blush, che racconta il passaggio dall’innocenza dell’essere bambini, alla consapevolezza dei nostri limiti e rimpianti come adulti. Il brano presenta influenze blues e folk che si prestano a innumerevoli variazioni vocali soprattutto nella versione live.

Il concetto di rimpianto torna in Elsewhere, brano dal sapore pianistico in cui il suono fresco ed appuntito del pianoforte si confronta con loops elettronici che tentano di sommergerlo sino all’epilogo in cui voce e pianoforte vengono ingoiati da un oceano di suoni.

Anche il brano I Swim si snoda sulla metafora acquatica. Si tratta di un re-work di Michele Corda di un brano precedentemente uscito in una veste più rock. Anche qui le tastiere ed il trattamento elettronico della voce, insieme ad una concatenazione cromatica delle armonie, conferiscono una sensazione liquida al brano.

Atmosfere molto diverse in Waste, brano che si discosta come mood da tutti gli altri e che perciò, rappresenta una sorta di crinale all’interno del filo narrativo del disco. Qui il gusto per uno strumming semplice e non articolato si accompagna ad un uso tagliente della voce.

Flying Giraffes: torna il tema della bellezza nel quotidiano e delle visioni per un brano che coniuga suoni acustici e ritmi elettronici. Una canzone dai toni rassicuranti e caldi con una vena di pathos relativo alla paura di poter perdere le cose veramente preziose.

LoopPool è un brano sulla perdita del controllo e sull’inconsapevolezza, le pozze dentro le quali i loop mentali ci portano a perderci. Le atmosfere sono volutamente deformate e disturbanti: un pianoforte sempre in trasformazione contrappunta una voce fragile e straniata.

Night Calls è il brano di chiusura dell’album. Il tema della notte è reso musicalmente da un’ossatura elettronica scarna  per aggiungere  strada facendo layers vocali e strumentali.

CENNI BIOGRAFICI 

Marcello Liverani è un artista, compositore, cantante, direttore di coro e pianista con un background nella musica contemporanea d’avanguardia.

Dopo una laurea in composizione ed una in direzione di coro e musica vocale ha studiato con compositori come A. Corghi, H. Dufourt, T. Hosokawa e I. Fedele. Ha ottenuto il diploma di alto perfezionamento in composizione presso l’Accademia Nazionale di S. Cecilia a Roma. Le sue opere hanno ottenuto riconoscimenti e vinto concorsi internazionali ed i suoi lavori per voce, ensemble e orchestra sono stati eseguiti presso importanti istituzioni e festival quali la “Biennale di Venezia”, il “Parco della musica” di Roma ed il “Festival de Acanthes” di Metz. Co-fondatore del collettivo di produzione e ricerca musicale “Moa” è attualmente attivo nella preparazione vocale pop e rock.

Dopo aver operato nell’ambito della musica contemporanea d’avanguardia sceglie di concentrarsi su un progetto solista che accoglie i colori orchestrali e l’uso della della voce nel teatro musicale contemporaneo, dal background da cui Liverani proviene, all’interno di un sound meno aspro e più accogliente e la sua passione per la performance vocale e la musica elettronica nel campo di un “songwriting” originale con un sapore electro-folk ed un pizzico di glitch music. Un progetto con un’ossatura electronic-pop ma che, di fatto, risulta al di fuori di una mera categorizzazione di genere.

Ultima modifica: 16 febbraio 2018

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