Zona arancione a Cagliari: “Colpa anche dei pochi controlli effettuati a Cagliari, c’era da aspettarselo”

L’opinione di Marcello Roberto Marchi: “La strada seguita dal Comune di Cagliari non é stata quella della coerenza che avrebbe dovuto, appunto, suggerire o meglio imporre di limitare  non di aumentare concessioni di spazi pubblici, di numero di tavolini e di posti a sedere, unitamente un puntuale, rigido, adeguato monitoraggio dei comportamenti e dei controlli”

Sulla  strada della prudenza e della responsabilità siamo in cammino in molti e condividiamo l’appello del Sindaco di Cagliari Paolo Truzzu .
Su questi due temi, prudenza e responsabilità, la strada seguita dal Comune di Cagliari non é stata quella della coerenza che avrebbe dovuto, appunto, suggerire o meglio imporre di limitare  non di aumentare concessioni di spazi pubblici, di numero di tavolini e di posti a sedere, unitamente un un puntuale, rigido, adeguato monitoraggio dei comportamenti e dei controlli,  rafforzando l’organico dei Vigili urbani   anche stagionali,  utilizzando le risorse finanziarie recuperate dalle sanzioni, a vario titolo,  del Codice della strada.  Così  purtroppo non é  stato e Cagliari con tali comportamenti ha contribuito all’arrivo  della Zona arancione . Io non ho mai detto, tanto meno scritto la frase ” benvenuta zona arancione”, ho invece scritto e detto : ” c’era da aspettarselo “, vedendo quello che é  successo nei giorni  di ” zona bianca ” nelle strade, nelle piazze, nei bar, nei minimarket come nei grandi, con frotte di persone senza mascherina,  a bere, fumare e mangiare, tutti core a core, senza che un Vigile sia intervenuto, anche perché in strada se ne son visti ben pochi e tutti in servizio per controllare il traffico veicolare , come hanno risposto a tutti i giornalisti, me compreso, che li hanno interpellati. Allora, caro Sindaco, come la mettiamo? Si diano  i ristori, non spazi pubblici per aumentare tavolini e sedie che sono strumenti di vicinanze e di contagi.
Marcello Roberto  Marchi


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