Successo per l’edizione numero 30 di Ittiri Folk Festival

Martedì la chiusura a Osilo 

Solo a Ittiri si può vedere una festosa sfilata internazionale di gruppi folk che danzano la tradizione. Solo a Ittiri si può
celebrare la Messa dei Popoli, con gli ospiti di Taiwan, Nuova Zelanda, Algeria, Belgio, Messico e Polonia che offrono
canti e balli, libri e simboli del proprio Paese, in grande armonia e rispetto. La trentesima edizione del festival
organizzato dall’associazione Ittiri Cannedu ha confermato le peculiarità di una manifestazione che va ben oltre gli
spettacoli offerti in serata, perché si crea un clima di amicizia con i gruppi che vengono ospitati per una settimana dagli
ittiresi.
Domenica Ittiri Folk festa ha vissuto la giornata più significativa con la Messa dei Popoli celebrata da don Mario
Simula. Alle 18.30 ha preso il via la Grande Parata, annunciata dalle trombe e dai tamburi dell’associazione “Sa
Sartiglia” di oristano, con i gruppi di casa “Ittiri Cannedu” e “San Pietro” a fare da apertura e chiusura, scortati in coda
da oltre 80 cavalieri e amazzoni in costume dell’associazione Ippica Ittirese. Tra gli ospiti stranieri entusiasmo alle
stelle per l’Ensemble “Whitireia performing Arts Troup” di Porirua che ha proposto diversi canti e danze della tradizione
neozelandese, ma soprattutto si è esibita nella Haka, resa celebre dagli All Black di rugby. Grazia e leggerezza hanno
espresso le ragazze della Taiwan Do-Do Art Dance Group di Tou Liu, le più ammirate dalle bambine. Orgogliosa e
particolare la danza coi bastoni fatta dagli algerini del gruppo Ballet Naghma Folk Dance di Setif. Allegria e colori
vorticanti per i messicani del Bafofim Ballet Folklorico “Fiesta Mexicana” di Nuevo Leon. Coi costumi nei colori della
bandiera di Panama, bianco, rosso e blu, si è esibito il Ballet Folklorico “Fuerte Raza”. L’Europa è stata rappresentata
da The Folklore Ensemble “Ardeaul” di Sibiu (Romania), dai belgi del Het West-Vlaams Olkskunstensemble “Die
Rooselaer”di Oostrozebeke che hanno proposto anche gli sbandieratori, dai polacchi del Folk Dance Scouting Group di
Grzes. Nel corteo anche la Sardegna: oltre ai gruppi di casa, la fierezza e la bellezza dei costumi del Gruppo “Pro
Loco” di Samugheo, Gruppo Folk “Nugoresas” di Nuoro, associazione Culturale “Bestimentas de Muda” di
Codrongianos e Gremio dei Viandanti di Sassari. Non potevano mancare le maschere, con il gruppo “Barbagia” di
Olzai: Sos Maimones, mezzo uomo e mezzo fantoccio dalle fattezze femminili che simbolegga la fertilità, i bestiali Sos
Murronarzos e il corteo funebre che porta la scala con Su Mammuzzone, il fantoccio da bruciare a Carnevale.
Il festival si chiuderà martedì a Osilo nell’Anfiteatro Comunale: alle ore 21.30 Gran Finale di Folk Festa- Rassegna
Internazionale “Colli del Tuffudesu” con i Gruppi Nuova Zelanda, Messico, Taiwan e Sardegna
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