Su Planu, accordo Tennis Club-Comune: più volumetrie in cambio di aree verdi e uso del palazzetto

Con il restyling d’oro da 13 milioni di euro, il circolo realizzerà anche parcheggi pubblici e offrirà ai cittadini di Selargius under 14 e over 65 prezzi agevolati al 50% su corsi di nuoto, tennis e calcetto

Il Tennis Club Su Planu si prepara a un restyling da 13 milioni di euro, che includerà un palazzetto dello sport con palestra (nella foto, la renderizzazione del progetto), due piscine coperte con vasca per la riabilitazione e spogliatoi, un centro medico sportivo, l’ampliamento della club house e un ‘performance center’ con spa, doposcuola e foresteria. Si tratterà di una riqualificazione a spese totali del Club, che tuttavia godrà della possibilità di ottenere una volumetria superiore, secondo quanto previsto dal Puc, attraverso un accordo sostitutivo con il Comune di Selargius, con il quale si impegna a realizzare opere di interesse pubblico in aree comunali, consistenti in zone verdi adiacenti alla via Peretti per un valore di 82mila euro, e parcheggi in via Montanaru per un costo di 50mila euro.

Il Tennis Club si impegna inoltre a concedere al comune l’utilizzo del palazzetto dello sport per 10 giorni all’anno per la durata di 10 anni. In aggiunta, offrirà a prezzi agevolati, al 50% delle tariffe in vigore, e sempre per 10 anni, 10 corsi di nuoto, 5 di tennis, 5 di calcetto all’anno da destinarsi dal Comune ai bambini sotto i 14 anni e agli over 65 selargini. Oppure, in alternativa, il Comune potrebbe usufruire di un monte di 5 ore alla settimana per attività da stabilirsi, sempre a un canone agevolato del 50% sulla tariffa ordinaria stabilità dal Club.

“Si tratta di un accordo non particolarmente vantaggioso per il Comune, ma se non altro il Tennis Club offre qualcosa in cambio in virtù dell’aumento delle volumetrie”, afferma la consigliera di minoranza Francesca Olla. La consigliera, che è anche vice presidente della Commissione Urbanistica, ha di contro criticato duramente le premialità volumetriche concesse dall’amministrazione ai privati, nell’ambito di un piano di riqualificazione urbana che secondo Olla privilegerebbe i costruttori, senza tutelare in modo adeguato gli interessi dei cittadini.


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