Tra voli esauriti, tariffe proibitive e collegamenti insufficienti, sempre più studenti universitari fuorisede stanno rinunciando a rientrare nell’isola per le festività pasquali, costretti a restare da soli e lontani dalle famiglie. Un triste copione che si ripete uguale a se stesso a ogni festività, una situazione che – denuncia Sardegna al Centro Venti20 – investe anche l’intero sistema economico e produttivo sardo.
“Per molti studenti sardi che vivono e studiano nella Penisola, tornare a casa è diventato ormai un lusso. I prezzi dei biglietti aerei raggiungono cifre insostenibili, soprattutto nei periodi di maggiore richiesta come Pasqua, Natale o le sessioni d’esame. A questo si aggiungono pochi posti disponibili e un’incertezza costante nella programmazione dei collegamenti”, dice il coordinatore metropolitano del partito Manuel Alivesi.
Una condizione che, secondo molte associazioni e famiglie, rappresenta una vera e propria lesione del diritto allo studio e della parità di opportunità. Chi vive fuori dall’isola per motivi universitari si trova infatti costretto a scegliere tra sostenere costi elevatissimi o rinunciare agli affetti e al rientro a casa.
Ma il problema non riguarda soltanto il trasporto passeggeri. Anche sul fronte delle merci, la situazione appare sempre più critica. I costi logistici continuano a crescere e le imprese sarde si trovano a operare in condizioni di forte svantaggio rispetto al resto d’Italia. “Trasportare beni da e verso l’isola è sempre più costoso, con conseguenze dirette sulla competitività delle aziende e sul prezzo finale dei prodotti”, sottolineano i centristi.
In questo scenario, gli sforzi della Giunta regionale guidata da Alessandra Todde per promuovere nuovi collegamenti internazionali, in particolare verso gli Stati Uniti dall’aeroporto di Olbia Costa Smeralda, vengono accolti con interesse ma anche con molte perplessità.
Se da un lato queste iniziative possono rafforzare l’immagine della Sardegna e favorire il turismo internazionale, dall’altro appaiono distanti dalle esigenze quotidiane dei cittadini. Per molti sardi, infatti, è difficile comprendere la priorità data ai voli intercontinentali mentre continuano a mancare collegamenti stabili, accessibili e adeguati con il resto del Paese.
La richiesta che arriva da studenti, famiglie e imprese è chiara: servono interventi immediati da parte del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Tra le priorità indicate ci sono tariffe calmierate per residenti e studenti, un aumento dei voli durante tutto l’anno, una maggiore certezza nei collegamenti e un sistema più efficiente per il trasporto delle merci.
La continuità territoriale, sottolinea ancora Alivesi, non può restare uno slogan o una promessa disattesa. Per la Sardegna rappresenta un diritto fondamentale, indispensabile per garantire uguaglianza, sviluppo economico e qualità della vita.











