È ufficialmente archiviata la posizione di Maria Rosa Elvo e Luca Franciosi riguardo l‘’omicidio di Cinzia Pinna, uccisa Palau il 12 settembre 2025 nella tenuta di Conca Entosa dell’imprenditore Emanuele Ragnedda.
In tale contesto erano state avviate indagini nei confronti di Elvo e Franciosi per ipotizzate condotte di favoreggiamento in quella drammatica notte. Oggi, il gip quindi archivia per entrambi ogni accusa nei loro confronti.
“Gli approfondimenti svolti hanno dimostrato la totale infondatezza delle accuse ipotizzate inizialmente a loro carico, non essendo emersi elementi di prova idonei a formulare una ragionevole previsione di condanna nei loro confronti”, si legge nel decreto di archiviazione.
“La posizione dell’indagato Franciosi”, spiega il gip, “origina dalle dichiarazioni rese dal Ragnedda, il quale sosteneva di essere stato aiutato da quest’ultimo nelle condotte successive alla commissione del delitto, quali ad esempio l’occultamento del cadavere.
Tuttavia, gli accertamenti delegati alla polizia giudiziaria non hanno fornito alcun elemento di riscontro alle dichiarazioni accusatorie del Ragnedda, smentite sotto ogni profilo.
In primo luogo, le analisi dei tabulati non hanno evidenziato la presenza del Franciosi presso l’abitazione del Ragnedda”, spiega il giudice. “Al contrario, veniva provato che egli si trovasse altrove; in secondo luogo, anche gli accertamenti svolti all’interno del veicolo del Franciosi, sottoposto a sequestro, davano esito negativo in quanto non venivano rinvenute tracce biologiche o di sostanza ematica riconducibili in qualche modo ai fatti in causa, alla vittima o allo stesso Ragnedda.
E ancora: “Le dichiarazioni rese dal Ragnedda sono, pertanto, risultate inattendibili, nonché smentite da quanto emerso in sede di indagini, tanto che si è proceduto ad iscrivere a suo carico il reato di calunnia”. Franciosi è assistito dai legali Maurizio e Nicoletta Mani.
Considerazioni analoghe riguardano anche la posizione di Rosa Maria Elvo, assistita dall’avvocato Francesco Furnari.
“Le sue dichiarazioni trovavano, poi, pieno riscontro in tutti i successivi accertamenti investigativi (accertamenti biologici, dattiloscopici, analisi dei tabulati telefonici e telematici)”, si legge nel decreto. “Elementi tutti che hanno dimostrato la totale estraneità ai fatti della Elvo, inconsapevole di quanto realizzatosi il 12 settembre 2025 nell’abitazione dell’allora fidanzato.”











