“Mio figlio Diego morto sulla 130: basta tragedie, mettete quella strada in sicurezza”

Ha gli occhi gonfi di lacrime Gianni Tanda, giardiniere 51enne di Decimoputzu. Suo figlio Diego è morto nel drammatico schianto avvenuto due notti fa: “Aveva 21 anni ma era già un grande lavoratore: quello che è successo a lui non deve più ripetersi”

“Ho visto mio figlio Diego per l’ultima volta sabato, alle 20. Doveva andare a una festa di compleanno e, prima, raggiungere la sua ragazza”. Ha ancora ben impressi nella memoria, e non potrebbe essere altrimenti, gli ultimi istanti in cui ha visto vivo suo figlio, Gianni Tanda, giardiniere 51enne di Decimoputzu. Il suo Diego, ventun’anni, è morto qualche ora dopo, nel terribile schianto avvenuto all’altezza della rotonda della Ss 130 tra Decimomannu e San Sperate. Il giovane è praticamente morto sul colpo dentro la Citroen C1 che si è scontrata con una Bmw. “Spero che almeno il suo amico Davide si salvi, spero che mio figlio l’aiuti da lassù”, dice, con la voce rotta dalla commozione, il cinquantunenne. Un dramma in una notte di fine estate che doveva essere di festa: Diego Tanda stava tornando dalla festa di compleanno di un amico quando è avvenuto il dramma. Papà Gianni non cerca colpevoli: “La colpa può essere di tutti, ma l’importante è che quanto capitato a mio figlio non ricapiti. Io ho altri tre figli e tanti amici, penso ovviamente anche alle altre persone”. Già. Ed è un pensiero, quello del 51enne, supportato da una conoscenza di quel tratto di strada molto profondo.

“La conosco da quando ho iniziato a guidare, per tanti anni ho fatto l’autista. Bisogna metterla in sicurezza, intervenire da entrambe le parti”. E poi, immancabilmente, il pensiero torna al suo Diego: “Lavorava dall’età di sedici anni, l’ultima occupazione era al mercato ortofrutticolo. Aveva preso la patente e l’auto, era un grande lavoratore”, aggiunge, prima di prepararsi, soprattutto mentalmente, a salutarlo per l’ultima volta. Nel pomeriggio, alle diciassette, nella chiesa di Nostra Signora delle Grazie.


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