La notte dei poeti: Erri De Luca, La Musica Provata

con Stefano Di Battista Quartet e Nicky Nicolai (voce)

“La Musica Provata” di e con Erri De Luca DOMANI (domenica 19 luglio) alle 20 al Teatro Romano di Nora per il XXXIII Festival La Notte dei Poeti: un avvincente viaggio tra parole e note, privati ricordi e cronache contemporanee, in compagnia dello scrittore partenopeo e dell’affiatato Quartetto, capitanato da Stefano Di Battista (sax contralto e soprano), e formato da Roberto Pistolesi (batteria), Andrea Rea (pianoforte) e Daniele Sorrentino (basso) con la cantante Nicky Nicolai.

Il XXXIII Festival La Notte dei Poeti ospiterà DOMANI (domenica 19 luglio) alle 20 nella cornice magica e inimitabile del Teatro Romano di Nora lo scrittore partenopeo Erri De Luca, rara figura di artista e intellettuale impegnato, autore e interprete de “La Musica Provata” sulle note del Quartetto di Stefano Di Battista impreziosite dalla voce di Nicky Nicolai.

Un evento imperdibile – nella luce del tramonto – per un ideale viaggio sul filo delle note tra storia e storie, poesie, racconti e canzoni: una personalissima antologia, un diario intessuto di melodie e ricordi, che inizia dall’adolescenza, tra i banchi di scuola, dall’incipit del poema omerico – “Cantami o diva del pelide Achille” – che è giù un’esortazione, o invocazione del poeta alla sua musa per proseguire tra i suoni e i colori di Napoli, la sua città, con l’eco delle canzoni dell’Ottocento, fino agli Anni Quaranta, con “Ciccio Formaggio” resa celebre da Nino Taranto, e poi reinterpretata in chiave satirica da Totò. Tra le scoperte – folgoranti e indimenticabili – le incisioni beethoveniane di Arturo Toscanini, e i canti di Pete Seeger negli Anni Sessanta, il senso etico e il rifiuto della guerra ne “Il disertore” di Boris Vian; e ancora a comporre questa originale colonna sonora, le canzoni scritte o riscritte insieme all’amico Gian Maria Testa, e l’armonica di Mauro Corona.

Se la musica ha segnato passaggi importanti dell’esistenza, anche la Storia ha lasciato un segno: nel diario dei giorni di Erri De Luca, nello scomporre e ricomporre le armonie de “La Musica Provata” affiorano le bombe di Sarajevo, l’assurdità e l’orrore dei conflitti armati, l’incubo della guerra fratricida e lo stillicidio quotidiano della conta delle vittime; ma anche la memoria dei canti della fatica, dei canti dei contadini, legati al ciclo e ai ritmi della terra, e quelli più recenti nati nella società industriale, dal lavoro e dalle lotte degli operai, di una riconquistata, e forse ormai perduta coscienza di classe.

«Un giro del disco durava più di un secondo: dal boccaporto del grammofono usciva la melodia, il canto. Restavo a guardare la puntina capace di leggere il solco e pure la polvere. C’entrava l’elettricità e la finestra chiusa per tenere fuori l’ammuina. E dentro la stanza avveniva lo spazio e il silenzio per farla suonare. Le canzoni come gli odori, e più della vista, affilano i ricordi. Dai solchi dei dischi comincia l’ascolto assorbente che non permette altra mossa. Niente riuscivo e riesco a fare in sua presenza. Non l’ho potuta usare a sottofondo, la musica provata.»

“La Musica Provata” è in fondo – anche – un riavvicinarsi all’arte degli antichi aedi, e dei più moderni cantastorie: la musica e il canto arricchiscono la narrazione, e s’imprimono nella memoria, e insieme risvegliano echi e suggeriscono nuovi significati, rendendo ancora più facile, e piacevole, lasciarsi andare all’incantesimo delle parole.

Un “azzardo musical letterario” – come lo definisce l’artista napoletano – nato dall’incontro felice fra le parole e la musica, fra il potere evocativo della narrazione e le suggestioni sonore che disegnano paesaggi e atmosfere, e fanno vibrare corde segrete: un viaggio tra frammenti di passato e tragedie del Novecento, fra poesia e rabbia. Sui sentieri del disincanto, con lucida coscienza civile ma senza dimenticare gli ideali della giovinezza, Erri De Luca narra la complessità del mondo, in un ininterrotto dialogo con l’ensemble – che schiera accanto a Stefano Di Battista (sax contralto e soprano), Roberto Pistolesi (batteria), Andrea Rea (pianoforte) e Daniele Sorrentino (basso) – e la cantante Nicky Nicolai; e il racconto diventa musica e viceversa, dalla melodia nascono intenzioni e intuizioni.

Il fascino della scrittura di Erri De Luca, capace di penetrare la realtà, di cogliere il mistero del mondo e svelare il senso profondo dell’esistenza, di mettere a nudo la verità per poi tradurla in poesia rivive sulla scena, in forma di narrazione inframezzata da canzoni, e mescolata alle musiche del Mediterraneo, al jazz: quel potere misterioso che hanno le melodie d’imprimersi nella mente, e di restarci, nostro malgrado, conservando in sé il profumo di un fiore, le emozioni di una serata, la vertigine di una scoperta, la perfezione di un tramonto.

Scrittore e traduttore, giornalista e poeta Erri De Luca ha fatto delle parole il suo strumento per dialogare e confrontarsi con il mondo, per comprenderlo e cercare di capire le ragioni di tutti, – anche di chi forse una ragione non ce l’ha: una vita intensa e movimentata, dagli studi al liceo classico all’adesione a Lotta Continua, ai mille mestieri – operaio in fabbrica, camionista, magazziniere, muratore a Napoli dopo il terremoto, ma anche volontario in Africa, Tanzania, dove contrasse la malaria, autista di convogli umanitari durante la guerra della ex Jugoslavia.

La sua passione e il suo interesse per le parole lo spinse a studiare da autodidatta diverse lingue, tra cui il russo, lo swahili, lo yiddish e l’ebraico antico, da questa lingua tradusse alcuni testi della Bibbia: le definì “traduzioni di servizio”, con il dichiarato intento di riprodurre il testo sacro nella lingua più simile e più obbediente all’originale ebraico.

L’esordio come scrittore – con il romanzo “Non ora, non qui”, una rievocazione della sua infanzia a Napoli, ha dato inizio a una feconda carriera di scrittore; tradotto in francese, spagnolo, inglese e 30 altre lingue, tra il 1994 e il 2014 ha ricevuto il premio France Culture per Aceto, arcobaleno, il Premio Laure Bataillon per Tre cavalli, il Prix Femina étranger per Montedidio, Il Premio Petrarca in Germania, Le Prix Europeen de la Literature a Strasburgo, il premio Leteo in Spagna il Premio Jean Monnet in Francia. Ha collaborato con articoli di opinione a diversi giornali (La Repubblica, Il Corriere della Sera, il manifesto, Avvenire). Nel 2003 ha fatto parte della giuria della 56ª edizione del Festival di Cannes, presieduta dal regista francese Patrice Chéreau, che ha assegnato la Palma d’oro per il miglior film a Elephant di Gus Van Sant.

Si è dedicato al sociale e occupato anche delle tematiche dell’emigrazione. Con la giornalista Chiara Sasso, Wu Ming 1, Ascanio Celestini, Claudio Calia, Simone Tufano, Zerocalcare, ha partecipato alla scrittura del libro Nemico pubblico. Oltre il tunnel dei media: una storia No Tav di cui ha scritto l’introduzione, testo a sostegno dei diritti degli abitanti del territorio della Val di Susa e delle loro istanze sostenute anche dal movimento No TAV.

 

Erri De Luca è ormai un veterano del palcoscenico – dove ha debuttato accanto ad artisti come Marco Paolini, Mario Brunello, Gianmaria Testa e Gabriele Mirabassi. Dopo il successo di “Chisciotte e gli invincibili”, poi rinnovato con “Chisciottimisti”, con Gianmaria Testa e Gabriele Mirabassi, lo scrittore ha portato in scena il recital “In viaggio con Aurora” insieme alla la nipote Aurora De Luca. Con Sara Cianfriglia e Simone Gandolfo ha messo in scena “In nome della madre” sulla figura di Miriam/Maria – dall’omonimo libro; e dal sodalizio con Stefano Di Battista e il suo ensemble e la cantante Nicky Nicolai è nato il progetto teatral musicale de “La Musica Provata”.

E ancora…

I PROSSIMI APPUNTAMENTI del XXXIII Festival La Notte dei Poeti

Teatro e danza al Teatro Romano di Nora per il weekend dal 24 al 26 luglio con “I segreti di Arlecchino” di e con Enrico Bonavera, che segna lo sbarco a Nora dei Teatri di Mare della Compagnia Çàjka; poi il Balletto Teatro di Torino con “In Chopin” di Marco De Alteriis, con la partecipazione straordinaria di Sabrina Brazzo e Andrea Volpintesta (primi ballerini del Teatro alla Scala di Milano) e – direttamente dal Festival di Spoleto – “Io sono Misia” di Vittorio Cielo, ispirato alla regina della Belle Epoque, pianista di talento e musa di celebri artisti, con Lucrezia Lante della Rovere.

Suggellano – in agosto – La Notte dei Poeti di Nora il “Contemporary Tango” del Balletto di Roma (il 1) con Kledi Kladiu e (il 5) il recital del duo formato dalla violinista Anna Tifu e dalla pianista Gloria Campaner – da Schumann a Ravel

 

SCHEDA DELLO SPETTACOLO

La Musica Provata

di e con Erri de Luca

 

e con

Nicky Nicolai (voce)

Stefano Di Battista (sax contralto e soprano)

Roberto Pistolesi (batteria)

Andrea Rea (pianoforte)

Daniele Sorrentino (basso)

 

Nello scantinato di Stefano Di Battista ho passato molti pomeriggi insieme a lui, a Nicky Nicolai e ai suoi musicisti a mettere insieme le canzoni di “La Musica Provata”!

Lo scantinato è un luogo da ragazzi. Ci si trovava per suonare qualcosa, pescare accordi per armonie nuove, bere un vino che lasciava un deposito scuro nel bicchiere e nelle budella!

Ho rimesso piede in uno scantinato mezzo secolo dopo, ma stavolta c’erano musicisti veri e vino migliore! …. Abbiamo ripetuto a dozzine di volte ogni singolo canto. Non so loro, io non mi stancavo..!

Quando uscivamo a sera nel buio di Tor Cervara, una traversa della via Tiburtina, salivamo di un piano a sederci al ristorante del fratello di Stefano, capomastro di matriciane. Anche lí Stefano proseguiva il lavoro di sartoria delle musiche, ripetendo istruzioni ai suoi per le confezioni! Io rientravo lentamente nel tempo presente, aggiustando l’ascolto, come succede a mare quando a sera smette il vento di un giorno di maestrale!

 

Erri De Luca racconta “La musica provata” che lui chiama un azzardo musicale letterario.

“Sono nato stonato. E’ una questione materna”. Poi aggiunge: “Questo non è uno spettacolo, è una chiacchierata musicale”. Lui sul palco non suona alcuno strumento, ma è come se in mano avesse tutte le corde della band che danno corpo alle sue parole.

Erri, camicia a quadretti bianchi e azzurri su fisico asciutto da scalatore di montagne, è il direttore d’orchestra che segue il tempo battendo il pugno nel palmo della mano, mentre la voce di Nicky Nicolai fa andare i versi sopra la legge di gravità. Gorgheggia “Io te vurria vasa” che Erri ha trasformato in “Io te vurria basta’” (Io ti vorrei bastare, io ti vorrei mancare: innesti in lingua nel testo dialettofono). Poi tocca a Erri, afferra il microfono e il suo “Vieni a passeggiare almeno in questa poesia”, dedicata ai tragici amanti della Sarajevo assediata, scava in profondità. Erri è il nostro Leonard Cohen, in nota mediterranea.