CAGLIARI – Non è solo una questione di ordine pubblico, è un’emorragia sociale che rischia di desertificare il cuore storico di Cagliari. Il grido d’allarme arriva dai banchi dell’opposizione attraverso un’interrogazione urgente firmata da Stefania Loi, consigliera comunale di Fratelli d’Italia, che scuote Palazzo Bacaredda sulla drammatica deriva dell’area tra Piazza del Carmine e le vie limitrofe.
L’analisi della consigliera è spietata nel descrivere quella che ormai viene percepita come una “zona rossa” dove microcriminalità e incuria dettano legge. Tra portoni trasformati in latrine improvvisate e strade soffocate dai cattivi odori, la fotografia scattata da Loi ritrae un quartiere dove i residenti vivono in stato d’assedio e i passanti accelerano il passo per raggiungere la stazione o l’auto, mossi dal timore e dal senso di abbandono.
Il punto nodale dell’attacco è il legame inscindibile tra sicurezza ed economia locale. Per Stefania Loi, ogni saracinesca che si abbassa non rappresenta solo una perdita economica, ma una ferita sociale che priva il territorio del suo naturale presidio umano. La consigliera è categorica nel sostenere che la sicurezza non possa essere costruita esclusivamente sui divieti, poiché senza il commercio e la vita nelle strade ogni rione è destinato a spegnersi nell’oscurità e nel degrado.
L’atto ispettivo non si ferma alla denuncia, ma mette l’Amministrazione davanti a precise responsabilità operative. La ricetta proposta per invertire la rotta prevede un mix deciso di repressione e rigenerazione urbana. Loi invoca infatti uno shock fiscale con agevolazioni per chi resiste in zona, un potenziamento immediato dell’illuminazione pubblica e del pattugliamento della Polizia Locale, oltre a un piano straordinario di igiene urbana per restituire dignità ai percorsi pedonali.
Citando le recenti indicazioni della Prefettura, la consigliera ribadisce che le sole misure repressive sono destinate a fallire se non accompagnate da interventi sociali e da un tavolo permanente che coinvolga chi il quartiere lo vive e lo lavora ogni giorno. La sfida per la Giunta è ora quella di impedire che il centro storico basso si trasformi definitivamente in un “buco nero” nel tessuto della città, partendo dall’ascolto di chi chiede solo di poter lavorare in un ambiente sicuro e decoroso.











