“A seguito delle notizie di stampa e di una conseguente valutazione politica il sindaco ritiene di procedere a rimodulare la composizione della giunta comunale, revocando le deleghe dell’assessore Luigi Gessa”: così scrive il sindaco di Selargius Gigi Concu nel decreto di revoca della delega a Gessa per Servizi tecnologici, verde e arredo urbano, manutenzione strade, Igiene urbana, gestione tecnico amministrativa. Deleghe che Concu assume ad interim in attesa della nuova nomina. La revoca di Gessa ha effetto immediato con “conseguente immediata cessazione della carica». Gessa, ormai ex assessore ai Lavori Pubblici del comune di Selargius, è finito in carcere ieri con l’operazione antidroga ‘Cavallo Pazzo’ della dda di Cagliari, eseguita dagli agenti della squadra mobile.
Estraneo al traffico e allo spaccio di droga, Gessa sarebbe responsabile di atti persecutori e intimidazioni ai danni anche dell’ex compagna, alla quale avrebbe fatto incendiare l’auto e poi sarebbe coinvolto nel rogo di altri due veicoli a lei riconducibili, con una “grave escalation di violenza, sopraffazione, minacce e diffamazioni”, ma anche l’indicazione agli esecutori di “indicazioni finalizzate alla consumazione di un furto o di una rapina in abitazione ai danni della stessa vittima”.
Per quanto riguarda il suo ruolo pubblico, Gessa, secondo l’accusa, avrebbe sfruttato il ruolo di assessore per “imporre indebite pressioni, condizionare l’operato di soggetti privati e orientare decisioni amministrative”. In un caso avrebbe intimidito i funzionari di una società che si occupa di smaltimento dei rifiuti “imponendo assunzioni e condotte non dovute, con la minaccia di ripercussioni economiche”. Infine gli vengono contestati “episodi reiterati di utilizzo illecito di risorse e servizi pubblici per fini personali” oltre a “condotte corruttive, consistenti nella ricezione di utilità economiche in cambio dell’omissione di atti dovuti e del mancato esercizio dei poteri di controllo”: in particolare è stata documentata la consegna di una mazzetta da mille euro da parte di un imprenditore per evitare controlli e sanzioni su presunte violazioni ambientali.