Figliuolo spinge con le Regioni sulla terza dose di vaccino: “Necessario accelerare contro la pandemia dei no vax”

Il generale conferma che il virus sta riprendendo forza e anticipa l’imminente via libera all’immunizzazione fra i 5 e gli 11 anni. Per ora la terza dose toccherà ai fragili over 18, ai medici, a chi ha gravi patologie e agli anziani delle case di riposo, poi agli altri. “Medici di famiglia e pediatri siano coinvolti e ricorrano alla chiamata diretta dei pazienti”

“Quanto sta avvenendo in altri Paesi europei con la cosiddetta ‘pandemia dei non vaccinati’ indica con forza la necessità di incrementare il ritmo di somministrazione delle terze dosi, nonché di proseguire con il completamento dei cicli vaccinali primari”. E’ quanto si legge in una circolare inviata oggi nel primo pomeriggio dal commissario per l’emergenza Covid Francesco Figliuolo. Alle Regioni viene chiesto di “ricorrere in modo sistematico alla ‘chiamata attiva’, con il più ampio coinvolgimento dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e dei farmacisti”, si legge sempre nel documento rilasciato dal generale.

“La terza dose al momento è raccomandata per il personale e gli ospiti delle residenze sanitarie per anziani, per il personale sanitario, per i soggetti con elevata fragilità over 18 e per gli over 60, dopo almeno 180 giorni dal completamento del ciclo vaccinale primario, indipendentemente dal vaccino precedentemente utilizzato”, spiega Figliuolo secondo cui è “probabile” il “futuro allargamento dell’offerta vaccinale alla platea 5-11 anni”.

Nel testo si spiega che “le evidenze scientifiche sull’andamento dei contagi in funzione del tempo intercorso dalla vaccinazione o dalla guarigione, il probabile futuro allargamento dell’offerta vaccinale alla platea 5-11 anni e, soprattutto, l’incremento dei casi positivi in concomitanza dell’inizio della stagione delle grandi malattie respiratorie, suggeriscono l’opportunità di calendarizzare la somministrazione delle terze dosi rispettando senza indugio le tempistiche indicate dalle autorità sanitarie, ovvero a partire dal 181° giorno dal completamento del ciclo vaccinale primario”.

La nota positiva, almeno per il momento, è che la situazione dei ricoveri resta sotto controllo. “Alla crescita dei contagi non corrisponde, per ora, un incremento proporzionale di ospedalizzazioni: secondo le rilevazione aggiornate al 3 novembre, 3.029 persone sono ricoverate con sintomi in degenza ordinaria e 381 in terapia intensiva, a fronte rispettivamente di 3.198 e 440 soggetti ricoverati al 30 settembre scorso”, conferma Figliuolo.


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