Europa, conferenza mondiale sul clima: il parere di Pigliaru

Nell’aula della Commissione ENVE del Comitato delle Regioni di Bruxelles

“Gli obiettivi fissati dalla Conferenza mondiale sul clima di Parigi non possono essere raggiunti senza il contributo delle regioni e delle città d’Europa: abbiamo un ruolo fondamentale nel trasformare gli impegni in azioni ed è tempo di farlo”. Lo ha detto oggi Il presidente Pigliaru, nell’aula della Commissione ENVE del Comitato delle Regioni di Bruxelles, presentando le linee del documento a sua firma che porterà la voce dei territori alla prossima Conferenza sul clima, la COP 22 in programma a novembre a Marrakesh. Buona parte di questa ottava riunione della ENVE, che si occupa di Ambiente, cambiamenti climatici ed energia ed è guidata da Francesco Pigliaru, ha avuto al centro proprio il documento di Parere del Comitato delle Regioni destinato alla COP22. “Le politiche di mitigazione, mirate a ridurre le emissioni nocive, e quelle di adattamento ai cambiamenti climatici devono essere integrate e attuate in tutte le scelte settoriali e di sviluppo, a tutti i livelli”, ha spiegato il presidente della Regione illustrando la linea del documento. “E tutti i livelli devono lavorare insieme perché si ottengano benefici concreti per i cittadini. L’obiettivo è creare una crescita economica sostenibile e nuovi posti di lavoro, mirando a tutelare la salute e il benessere delle persone e, nello stesso tempo, rendere il territorio più attrattivo per le imprese e il turismo. Sul fronte delle buone pratiche, la Regione Sardegna ha aderito al Protocollo Understanting 2c, impegnandosi a ridurre le emissioni di gas serra del 50% entro il 2030 e dell’83% entro il 2050. Inoltre, da coordinatore del Patto dei Sindaci, ha supportato l’impegno di decine di Comuni dell’Isola per un’azione volontaria su energia pulita ed efficientamento energetico.” Francesco Pigliaru ha poi ricordato che la Sardegna guida il Tavolo interregionale di Coordinamento sulla Strategia Nazionale di adattamento. “Nato su nostra proposta, riunisce tutte le regioni italiane insieme al governo nazionale e ha il compito di garantire che le strategie e piani regionali di adattamento siano coerenti con la strategia nazionale. Permette così a tutti di lavorare interconnessi. A questo coordinamento di tipo verticale, affianchiamo una governance orizzontale, con differenti settori e servizi pubblici che operano in maniera sinergica: è il nostro Tavolo di Coordinamento Interassessoriale che garantisce la necessaria connessione tra le differenti politiche settoriali e permette di valutare e controllare l’efficacia delle azioni implementate.”

 Nella sua relazione, il Presidente si è poi soffermato sull’importanza della ricerca e dell’innovazione nel fornire soluzioni sostenibili. “È necessario stabilire un dialogo continuo tra il mondo scientifico e i decisori politici, che permetta di fondare le nostre decisioni sulle più accurate informazioni a disposizione”, ha sottolineato. “Così come è indispensabile un migliorato dialogo con i cittadini, in modo da favorire  la comprensione e l’accoglimento delle politiche. Il coinvolgimento dei cittadini, la cooperazione con il mondo imprenditoriale e la società civile e la questione dei finanziamenti sono anch’essi punti fondamentali che vogliamo includere nel Parere che il Comitato delle Regioni porterà all’attenzione della COP 22.”

 Tra gli altri temi affrontati oggi dalla Commissione, la promozione di un’economia circolare e le proposte legislative che modificano le direttive sui rifiuti. Ai lavori hanno partecipato il commissario per l’Ambiente dell’UE Karmenu Vella e l’europarlamentare Simona Bonafè.