Una delegazione di lavoratori di Eurallumina ha occupato la sommità del forno 1, a oltre 60 metri di altezza, durante la protesta allo stabilimento di Portovesme, nel Sulcis. L’iniziativa, accompagnata da un sit-in e da un’assemblea ai cancelli, precede l’incontro convocato per domani, 23 ottobre, al ministero delle Imprese e del Made in Italy. I lavoratori chiedono lo stanziamento immediato delle risorse necessarie a garantire la gestione operativa dello stabilimento e la sicurezza degli impianti.
“Basta rinvii, ora ognuno si assuma le proprie responsabilità”, è l’appello dei lavoratori, che chiedono come obiettivo minimo fondi per proseguire l’attività fino alla fine dell’anno e per tutto il tempo necessario a individuare una soluzione strutturale. Secondo quanto denunciato, i 9,6 milioni di euro annunciati nel dicembre 2025 sono stati erogati solo in parte, mentre i precedenti incontri istituzionali non hanno portato a nuovi stanziamenti né allo sblocco degli asset.
I lavoratori avvertono inoltre che l’eventuale interruzione delle attività potrebbe compromettere il trattamento delle acque, la barriera idraulica, la gestione del bacino dei fanghi rossi e la custodia di decine di migliaia di metri cubi di liquido caustico presenti nell’impianto. La messa in sicurezza e la bonifica, sostengono, potrebbero costare circa 300 milioni di euro, a fronte di risorse molto inferiori necessarie per garantire la gestione ordinaria. Dopo l’incontro di domani, la delegazione valuterà gli esiti e deciderà le successive iniziative di protesta.











