L’incrocio della morte ancora al centro dell’attenzione, troppi incidenti, anche gravi, e ancora nessuna azione definitiva è stata messa in pratica per mettere in sicurezza la statale e le centinaia di persone che ogni giorno rischiano la vita in quel tratto di strada maledetto.
L’11 febbraio si è riunito il comitato sicurezza SS130 per valutare lo stato del progetto per la messa in sicurezza della statale 130 Decimomannu-Elmas.
“Ripercorrendo per piccoli tratti la storia del progetto, il comitato mette ancora una volta in evidenza il perdurare della lentezza in cui versa la stesura del progetto esecutivo e la relativa organizzazione della conferenza dei servizi per dare inizio alla tanto agognata posa della prima pietra”.
Si pone ancora una volta in evidenza il totale abbandono di un punto nevralgico della SS 130, “nello specifico dell’incrocio a raso nello svincolo Decimomannu – San Sperate.
Visti gli ultimi sviluppi della pericolosità, con il susseguirsi di incidenti anche gravi, l’incrocio in questione, subisce un notevole aumento del traffico veicolare proveniente da Iglesias verso Cagliari ponendo in seria difficoltà sia in uscita che in entrata le auto verso l’abitato di Decimomannu, il traffico proveniente da Cagliari verso Iglesias e Decimamannu chiude definitivamente la possibilità di attraversamento verso Decimomannu e Iglesias delle auto provenienti da San Sperate SS130. In automatico, non potendo superare l’incrocio verso Decimomannu e Cagliari si crea l’intasamento della rotonda posta all’interno dell’incrocio e conseguentemente la creazione di doppie fila sulla SS 130 sia verso Cagliari che verso Iglesias, sulla SS 130 San Sperate e dentro l’abitato di Decimomannu.
Tutto ciò in mancanza di una sorveglianza pubblica per il controllo del traffico compresi lavori estemporanei di attraversamento nel sottosuolo di cavi in fibra ottica”.
Una situazione ben nota da anni, troppe le vittime che hanno già perso la vita in quell’incrocio.
“Il comitato rimarca con forza, ancora una volta, la mancanza di sicurezza dell’unico ingresso storico della cittadina di Decimomannu ponendo a dura prova gli stessi cittadini che devono attraversare la SS130.
Il comitato denuncia altresi la mancata sensibilità verso una cittadina che offre servizi a tutto il territorio, sanità, scuole trasporti, imprese, cittadini che per lavoro o abitazione residenziale sono costrette a passare in quel tratto di strada. Viene spontaneo pensare che nasca anche un problema morale nei confronti delle istituzioni e degli enti preposti alla gestione e al controllo della sicurezza dei territori”.
Il comitato ha consegnato un elaborato relativo alla modifica temporanea dell’incrocio, al fine di ottenere un inversione del cronoprogramma, con inizio lavori da Decimomannu, “a suo tempo, concordata con il Commissario, anche su sua sollecitazione.
Tutto ciò in mancanza di una sorveglianza pubblica per il controllo del traffico compresi i lavori estemporanei per l’attraversamento del sottosuolo tramite il cavidotto destinato alla fibra ottica.
Auspichiamo una messa in opera della proposta almeno fino all’inizio dell’apertura del cantieri.
Naturalmente teniamo conto degli sforzi profusi dall’attuale Commissario ma per milligare la pericolosità non bastano più le buone intenzioni, siamo difronte ad una emergenza teritoriale dove tutto dipende dalla messa in sicurezza della SS130, per il suo sviluppo culturale ed economico”.
Viene richiesto un incontro urgente da parte del Comitato, referente Ottavio Schirru, che si batte per porre fine alla grave pericolosità dell’incrocio.











