Dalla Lombardia alla Sardegna: la scelta di Michele di tornare alla terra e costruire un nuovo modello di vita
Lasciare una grande città, una carriera internazionale e una vita fatta di viaggi per tornare alla terra delle proprie origini. È la scelta coraggiosa di Michele, ora trentatreenne, di padre sardo e madre lombarda, nato e cresciuto a Brescia, che ha deciso di cambiare radicalmente vita e avviare un’azienda agricola in Sardegna.
Il legame con l’Isola, però, non si è mai spezzato. Il padre, originario del Sulcis – con radici familiari profonde legate anche al lavoro nelle miniere – ha trasmesso al figlio un senso di appartenenza che Michele racconta con un ricordo preciso: «Da bambino, quando si apriva il portellone della nave, sentivo l’odore dell’elicriso e dicevo: “Sono tornato in Sardegna”».
Dopo aver vissuto fino ai vent’anni a Brescia, Michele intraprende una carriera come cuoco professionista che lo porta a lavorare all’estero, tra Dubai, Praga, Svizzera e Australia. Poi, durante il periodo del Covid, arriva la svolta. Si licenzia, acquista un camper con alcuni amici e inizia un viaggio diverso, fatto di formazione e volontariato tra Spagna e Sardegna, alla scoperta della permacultura, dell’agricoltura rigenerativa e della bioedilizia.
È proprio in quel periodo che matura la decisione definitiva: fermarsi in Sardegna. Dopo una stagione di lavoro a Orosei, Michele e la sua compagna Valentina acquistano un vecchio stazzo con terreno nella zona del lago di Casteldoria, nel comune di Bortigiadas, in Gallura. Qui, nel 2023, nasce la loro azienda agricola.
La prima fase è dedicata alla ristrutturazione della casa in cui vivono: una parte dell’abitazione viene destinata all’accoglienza turistica, offrendo ospitalità a chi desidera vivere un’esperienza a contatto con la natura. Un progetto che guarda già al futuro: l’idea è quella di trasformare l’azienda in un luogo di incontro, capace di ospitare persone, attività ed eventi legati al benessere, al cibo e alla sostenibilità.
Il cuore dell’attività resta però l’agricoltura. Michele coltiva ortaggi seguendo i principi dell’agricoltura rigenerativa organica, un metodo che va oltre il biologico e punta a rigenerare il suolo e rispettare i cicli naturali. «All’inizio era tutto un esperimento – racconta – non sapevamo nemmeno quale sarebbe stato il raccolto. Abbiamo fatto piccoli passi, con prudenza».
Oggi l’azienda coltiva circa un ettaro, all’interno di una superficie complessiva di due ettari e mezzo, anche grazie a terreni presi in affitto. I prodotti vengono venduti attraverso cassette settimanali e nei mercati locali di Tempio Pausania e Palau, dove si è creato un rapporto diretto e fiduciario con i clienti. Mercati dal carattere familiare, dove oltre alla vendita si condividono storie, esperienze e talvolta anche scambi.
Un ruolo importante nel progetto lo ha anche Valentina, la compagna di Michele, originaria della Lombardia. Insegnante di yoga, già attiva nella palestra di Perfugas, sogna di portare la sua pratica anche all’aperto, nel grande spazio verde che circonda la casa e l’azienda. L’idea è quella di organizzare in futuro eventi di yoga e benessere immersi nella natura, unendo movimento, consapevolezza e ambiente.
E non finisce qui. Forte della sua esperienza come cuoco, Michele sta pensando di aggiungere, in prospettiva, anche un’attività di home restaurant, per valorizzare i prodotti dell’orto e offrire agli ospiti un’esperienza gastronomica autentica, legata al territorio e alla stagionalità.
Una storia che racconta una Sardegna diversa: non solo luogo di ritorno, ma spazio di sperimentazione, di nuove economie e di progetti sostenibili. Un’Isola che, come dice Michele, «restituisce piano piano quello che le viene dato».










