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Home campidano

Coldiretti, Uecoop: manca una strategia per sconfiggere il punteruolo

di Redazione Cagliari Online
25 Giugno 2017
in campidano, sardegna

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Il Punteruolo rosso si sta diffondendo a macchia d’olio in tutto il territorio regionale. Ancora più velocemente dopo la mancata dormienza invernale di quest’anno dovuta alle temperature anomale.
 
A rischio c’è tutta la flora naturale sarda e con essa oltre 2500 posti di lavoro.
 
L’SOS arriva da Coldiretti Sardegna preoccupata per un’infestazione che dal 2007 (anno della sua prima comparsa nell’isola), al gennaio 2015 (data in cui si sono fermate le ultime statistiche ufficiali), si è sparsa in oltre due terzi dei Comuni sardi.
 
“Occorre intervenire immediatamente mettendo in campo soluzioni efficaci ed operative – è il messaggio di allarme che lancia il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu –. Fino a questo momento le azioni di contrasto non sono state all’altezza. Forse – è il dubbio – si sta sottovalutando il problema perchè ad oggi non esiste un sistema di controllo minimamente efficace. La lista dei Comuni coinvolti continua ad allungarsi, mentre si continuano a disattendere le applicazioni delle ordinanze di tutela che l’autorità preposta continua ad emanare periodicamente”.
 
La palma comune (Phoenix canariensis), ormai parte del patrimonio identitario e paesaggistico dei nostri centri storici e delle campagne, è il bersaglio preferito del fitofago Rhynchophorus ferrugineus, che la preferisce, per il momento, rispetto alla palma da dattero, alla palma nana ed alle specie di Washingtonia.
 
Eppure sono stati raggiunti importanti progressi dal punto di vista della conoscenza scientifica e della messa a punto di protocolli operativi per la limitazione del problema. La diffusione del Punteruolo è data da un “contagio diretto” tra palme infestate e sane. Un sistema ottimale per la tutela del patrimonio palmicolo non può che basarsi sulla limitazione del numero di esemplari invasi e sulla separazione fisica tra questi e le aree di maggiore presenza delle palme. La stessa lotta con mezzi chimici ed agronomici ha ormai raggiunto un grado di perfezionamento soddisfacente.

“Il rischio, sempre più concreto, – secondo Vittorio Cadau presidente di Uecoop Sardegna – è quello che l’infezione dell’insetto si trasferisca su specie secondarie, o peggio sulla flora naturale tipica del paesaggio sardo. Per questo occorre un serio piano di eradicazione che si basi sull’impiego di tutti i mezzi tecnici e le risorse. Purtroppo però rileviamo l’assenza di una strategia generale, scarse misure di coordinamento tra soggetti pubblici e soprattutto il mancato coinvolgimento dei privati”.
 

Un altro punto debole del progetto regionale di contrasto al parassita è infatti il mancato coinvolgimento dei privati e del verde residenziale (proprietari di oltre la metà del patrimonio sardo). Questo sta determinando la diffusione di numerosi focolai puntiformi che rappresentano un pericolo potenziale per tutte le aree immediatamente circostanti se non si agisce propriamente e con tempestività.
 
Nella legge di stabilità finanziaria regionale 2015 l’amministrazione ha stanziato 600mila euro per la tutela dei vivaisti nel ristoro delle spese vive sostenute e nei danni al patrimonio palmicolo presente. Si stima che il 60% del numero di palme infestate con speranza di recupero è all’interno del sistema vivaistico.
 
“Bisogna dare corso a quanto stabilito in sede di legge di bilancio ed emanare le direttive di attuazione previste – dice Battista Cualbu – consentendo alle aziende di essere risarcite delle spese e dei danni subiti, e mettendole in grado di rimanere attive e vitali nella lotta e controllo di questa pestilenza. Il blocco delle attività ed i crescenti costi connessi all’epidemia stanno mettendo a rischio l’esistenza delle stesse aziende, il che si tradurrebbe con la perdita di circa 2500 posti di lavoro oltre alla compromissione di un intero settore che può essere considerato uno dei principali fattori di sviluppo della nostra terra per le sue implicazioni turistiche e di supporto alle produzioni agricole d’avanguardia”.
 

Tags: coldirettimanca strategia sconfiggere punteruolo rossoUecoop
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