Una storia di dolore che vede una conclusione dopo ben 23 anni. La vicenda è raccontata da Francesco Pinna su L’unione Sarda.
Il Tribunale di Cagliari ha ritenuto che la Asl 8 dovesse risarcire la famiglia per ciò ciò che è accaduto ad una neonata di soli 3 mesi, all’epoca dei fatti ricoverata al Santissima Trinità e morta- secondo quanto emerso- a causa de batterio “klebsiella pneumomiae”, che sarebbe stato contratto dalla piccola durante il ricovero.
La famiglia era presente in aula assistita dai legali Alessio Corpino e Barbara Murgia, invece l’azienda della tutela della salute della Sardegna è assistita dall’avvocato Carlo Carboni.
Una vicenda che, come detto, parte nel lontano luglio 2003, quando la piccola fu ricoverata e operata per una stenosi ipertrofica del piloro. Insorsero purtroppo delle complicazioni: la mucosa del duodeno fu perforata e poi suturata ma dopo alcuni giorni sopraggiunse una peritonite, che ha costretto i medici ad un secondo intervento.
Dopo l’operazione, la piccola fu trasferita in terapia intensiva e si scoprì il batterio.
Nessun medico è stato ritenuto responsabile del decesso della piccola e l’azienda ospedaliera ha sempre sostenuto che il batterio non era stato contratto in ospedale proprio perché altamente contagioso e non ci erano altri casi. Il giudice Giorgio Latti, valutando attentamente il caso è gli elementi in suo possesso, ha ritenuto che il batterio però potesse essere sì già presente nel corpo della piccola, ma si è poi diffuso a causa del primo intervento. Per cui la famiglia avrà un risarcimento danni quantificato di 880 mila da parte della ASL.









