C’è l’ok allo stadio ma il Consiglio Comunale rinvia e va in vacanza due settimane:
Secchi “É tempo di passare ai fatti”
Ieri il Consiglio comunale avrebbe dovuto affrontare anche il nodo dell’accordo sul canone tra il Comune di Cagliari e il club rossoblù, ma la discussione è stata rinviata, contro ogni aspettativa, a dopo le feste di Pasqua, che per il Consiglio dovrebbero andare avanti per due settimane fino al 14 Aprile. Sul tema del nuovo stadio, però, il dibattito resta tutt’altro che fermo: oggi è intervenuto con toni decisi il consigliere Ferdinando Secchi di Anima Sardegna – Lega.
Parole nette, arrivate all’indomani del vertice tra Comune e UEFA che ha portato all’impegno di bandire la gara entro giugno. Un passo avanti che Secchi accoglie con prudenza, ma che al tempo stesso legge come il frutto di una pressione esterna più che di una reale capacità decisionale dell’amministrazione.
“Abbiamo dovuto attendere un ultimatum internazionale per sbloccare tutto”, è il senso della critica, mentre il vecchio Sant’Elia resta, nelle sue parole, il simbolo di anni di immobilismo politico-amministrativo.
Il nodo ora è il tempo. Le scadenze per Euro 2032 incombono: entro fine luglio dovrà essere presentata la documentazione per la candidatura, mentre a ottobre è attesa la decisione definitiva. Senza atti concreti e rapidi, il rischio è quello di un’esclusione pesante, con conseguenze sull’immagine della città e sulle ambizioni del Cagliari Calcio.
Ma per Secchi la partita va oltre il calcio. Il nuovo stadio viene indicato come un’infrastruttura strategica, capace di generare circa 9.000 posti di lavoro tra costruzione e gestione, e di avviare una profonda rigenerazione urbana nel quartiere di Sant’Elia, ricucendo il rapporto tra la città e il mare.
Sul fronte economico, il consigliere liquida come “miope” il dibattito sul canone, ricordando le concessioni già fatte dalla società e difendendo l’utilizzo dei circa 60 milioni di fondi pubblici, destinati alla bonifica dell’area e a un investimento che, nel lungo periodo, tornerà nella piena disponibilità del Comune.
Il messaggio finale alla Giunta è diretto: archiviati gli alibi, è tempo di passare ai fatti. La gara entro giugno non è più un’opzione, ma una scadenza da rispettare. In gioco, avverte Secchi, non c’è solo lo stadio, ma la credibilità amministrativa della città.











