Cagliari, clamoroso sfogo di un ristoratore: “Noi chiusi da un anno, senza i soldi per un piatto di pasta: come facciamo a vivere?”

Claudio Mura, storico ristoratore della Marina, in una lunga diretta su Fb che diventa virale: “Mi chiedo perché i negozi di abbigliamento dei sardi siano tutti chiusi e gran parte di quelli cinesi aperti. E mi spiegate quale turista verrà in Sardegna quest’anno con il coprifuoco? Lo sapete che non abbiamo un euro e non ci è arrivato nessun ristoro? Dateci regole e libertà”

Cagliari, clamoroso sfogo di un ristoratore: “Noi chiusi da un anno, senza i soldi per un piatto di pasta: come facciamo a vivere?”. Claudio Mura, storico ristoratore della Marina, in una lunga diretta su Fb: “Mi chiedo perché i negozi di abbigliamento dei sardi siano tutti chiusi e gran parte di quelli cinesi aperti. E mi spiegate quale turista verrà in Sardegna quest’anno con il coprifuoco? Lo sapete che non abbiamo un euro e non ci è arrivato nessun ristoro? Dateci regole e libertà”.

Uno sfogo davvero accorato quello di uno dei titolari dell’Antica Hostaria, nel giorno di Sant’Elisio: “I negozi di abbigliamento sardi sono tutti chiusi, ma vedo che i cinesi lavorano e vendono. Quel che da fastidio è la disparità, le regole valgono per tutti: i miei amici che vendono scarpe nelle bancarelle non possono lavorare, come tanti, mentre altari aprono tranquillamente. Non mi è arrivato nulla dei ristori, come deve vivere una persona? Tanta gente prima criticava le scelte politiche, ora col governo dei migliori sembra vada tutto bene….Ai miei collaboratori è arrivata la cassa integrazione, sapete quanto? 110 euro, di cosa stiamo parlando? Ci chiedono di avere pazienza. Ma l’Enel ce l’ha la pazienza? la ditta che vuole i soldi della bolletta del gas, ha pazienza? Io devo aprire il mio portafoglio con i soldi che non ho. Non ho un euro in tasca. Come faccio a mangiare, me lo dite? Sono un anno che non lavoro, da dove li tolgo i soldi? L’unica pazienza che ci ha dato lo Stato è quello di andare a chiedere un prestito in banca: beh, volatilizzati anche quei soldi. Adesso appena riapro, come prima cosa penserò ai miei collaboratori. Ma difficilmente avrò a lungo i soldi per pagare le tasse: mi mandino pure tutte le ingiunzioni che vogliono, ci vediamo tra dieci anni. Tra l’altro riapriremo senza sapere le regole, senza avere certezze nemmeno sui tavolini all’esterno e sulla pedonalizzazione. Adesso basta ragionare solo la persone che hanno una pensione o uno stipendio fisso: una partita Iva come fa? Ditemi come fa, se non gli permettete di lavorare? Proprio ieri leggevo un articolo su Casteddu Online, testata che vi invito a seguire perchè mi piace, in cui a Radio Casteddu intervistavano il mio collega ristoratore Leonildo. Lui si lamentava del fatto che senza tavoli all’esterno non può lavorare. Nei commenti qualcuno ha scritto: tanto con i conti che fai, sicuramente soldi da parte ne avrai. Ma io dico: ma non si vergogna gente così? Ma un minimo di empatia, voi che avete lo stipendio fisso, non l’avete per noi? O i ristoratori sono tutti ladri e viaggiano in Ferrari”. il duro sfogo di Claudio Mura su Fb diventa virale e condiviso da tanti ristoratori e partite Iva ugualmente allo stremo. Aspettando la fatidica zona gialla e le riaperture ad ostacoli. Riguardo al coprifuoco, il ristoratore Mura è netto: “Alle 22 il coprifuoco d’estate? O alle 23? La gente non ha più diritto di vivere? Alle Canarie in Spagna è tutto aperto e stanno lavorando con i turisti. Mi dite per quale motivo un turista dovrebbe venire in Sardegna quest’estate col coprifuoco? Ci fa perdere tutto, saremo l’unica nazione dove i turisti non andranno. E tutte queste sono scelte politiche. Ora con il governo dei migliori va tutto bene così?”, conclude un amareggiato Mura. Che aggiunge: “Sbaglia anche chi ci incita a riaprire violando le regole: se lo facciamo, arrivano i vigili e ci tolgono pure la licenza”


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