Blitz al Porto: contestato il ministro Galletti

Il Presidio Piazzale Trento di Cagliari ha contestato il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti al suo arrivo alla Capitaneria di Porto di Cagliari, questa mattina alle 10:30.

Il Presidio Piazzale Trento di Cagliari ha contestato il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti al suo arrivo alla Capitaneria di Porto di Cagliari, questa mattina alle 10:30.

Il Presidio dallo scorso 12 marzo ha avviato la campagna “Chi Inquina Paga” e anche oggi ha voluto ribadire la propria contrarietà alle politiche del Governo Renzi e del precedente Governo Letta in materia di difesa della salute e dell’ambiente.

Il Governo Letta ha approvato un vergognoso condono tombale che va sotto il nome di Destinazione Italia, che consente a chi ha inquinato e avvelenato l’aria, il mare e la terra di farla franca tramite decreto, divenuto legge dello Stato il 21 febbraio 2014.

Non si può consentire agli inquinatori, come invece sancisce l’art.4 del decreto, di ricevere addirittura finanziamenti per riconvertire le aree che essi stessi hanno contribuito a distruggere ed inquinare prima del 30 aprile 2007, data che comprende tutti i maggiori siti nazionali interessati alle bonifiche.

Con il decreto Competitività il Governo Renzi ha deciso di innalzare i limiti all’inquinamento nelle aree militari paragonandole a zone industriali. Una mossa che è stata difesa dal ministro perché garantirebbe lo svolgimento delle bonifiche ma soprattutto è la chiara presa di posizione del governo sulle servitù militari: dove si bombarda non si pulisce perché tanto si continuerà a bombardare. Galletti ha poi rimandato le bonifiche a data da destinarsi perché si svolgeranno se cambierà l’uso delle zone inquinate.

Come se non bastasse la diossina negli animali e nel cibo a Portoscuso e i tumori e i morti anche nelle zone vicine ai poligoni militari, il ministro benedice la speculazione energetica: “La Sardegna è lo showroom delle rinnovabili”.

Dalle trivelle al “furtovoltaico” continuiamo a stare al fianco dei comitati locali che lottano in difesa del territorio e siamo fiduciosi nel percorso svolto con il coordinamento sardo “Non bruciamoci il futuro” che si è messo in marcia con numerose tappe da maggio a luglio.