È stato approvato dal Consiglio dei Ministri l’atteso ddl immigrazione. Il testo é composto da 18 articoli in linea con il patto dell’Unione Europea.
Il decreto si concentra appunto sulla gestione immigrazione ed in particolare ci sono nuove normative circa il blocco navale e le espulsioni ma anche il soggiorno nei centri di accoglienza.
Come primo focus, ci sono 4 punti fondamentali affinché il migrante possa usufruire della cosiddetta “protezione complementare”: soggiorno regalare di almeno 5 anni nel nostro Paese, conoscenza della lingua italiana, disponibilità di un alloggio conforme ai requisiti igienico-sanitari e disponibile economica sufficiente. Questi requisiti non saranno comunque considerati se il soggetto “rappresenta una minaccia per l’ordine e la sicurezza pubblica o per la sicurezza dello Stato o di uno dei Paesi con i quali l’Italia ha sottoscritto accordi per la soppressione dei controlli alle frontiere interne e la libera circolazione delle persone”.
Importante come novità il blocco navale, per cui sono previste- in caso di violazione- sanzioni fino a 50 mila euro: “Nei casi di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale, l’attraversamento del limite delle acque territoriali può essere temporaneamente interdetto con delibera del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’interno”, si legge nel testo. “L’interdizione ha carattere eccezionale e temporaneo e una durata non superiore a trenta giorni, prorogabile di ulteriori trenta giorni, fino a un massimo di sei mesi”.
Inoltre, “si ha reiterazione nel caso di nuova violazione, commessa con l’utilizzo della medesima imbarcazione, contestata anche solo a uno degli autori o degli obbligati in solido nei cui confronti, nel quinquennio precedente, è stata accertata, con provvedimento esecutivo, una precedente violazione delle disposizioni del presente articolo, salvo che tale autore o obbligato in solido provi che la condotta illecita è avvenuta contro la sua volontà, manifestata attraverso comportamenti idonei, specificamente volti a impedirne il compimento”.
Stretta anche per quanto riguarda la permanenza nei centri d’accoglienza e l’utilizzo di dispositivi elettronici: “Al di fuori degli orari, degli spazi e delle modalità di utilizzo autorizzate non è consentita la libera detenzione, all’interno della struttura, di telefoni cellulari, anche di proprietà, i quali sono custoditi da personale del soggetto incaricato della gestione per essere messi a disposizione dell’interessato per il periodo strettamente necessario per l’utilizzo”.










