L’animalista Enrico Rizzi interviene ancora una volta in modo netto a difesa, questa volta, dei cani. Rizzi si oppone fortemente infatti alla proposta di Roberto Vannacci di impiegare i cani per contenere e fronteggiare gruppi di manifestanti violenti, idea che considera “una vergogna”.
“Vannacci, gli animali dovrebbero finire in mezzo agli scontri, rischiare colpi, ferite e terrore per soddisfare la sua propaganda del pugno duro?”, chiede Rizzi. “I cani non sono manganelli a quattro zampe da aggiungere all’arsenale della repressione”.
“Sia chiaro”, specifica l’animalista, “per quanto mi riguarda chi commette violenze come quelle che abbiamo visto a Milano deve prendere 20 anni di galera, senza mezzo sconto. Ma trascinare degli animali negli scontri significa far pagare anche a loro la brutalità degli esseri umani”.
E si sofferma su un aspetto semplice quanto importante, ovvero che i cani “non possono scegliere, non possono sottrarsi agli ordini, non possono nemmeno capire perché li abbiate messi in quell’inferno”.
“Vannacci”, prosegue nel suo messaggio diretto al leader di Futuro Nazionale, “il coraggio non si dimostra mettendo a rischio la pelle di un cane. E il rispetto per le forze dell’ordine non si misura inventando nuovi modi per usare gli animali come strumenti.
Il suo partito si chiama “Futuro Nazionale” ma questa proposta puzza di un passato autoritario di cui dovremmo esserci liberati@.
“Ritiri questa porcheria”, conclude Rizzi. “Gli animali (e purtroppo non solo i cani) hanno già abbastanza da subire dall’uomo, senza dover pagare anche le sue ambizioni politiche@.












